La giunta «costa» 330mila euro
PAVIA. Ne hanno approfittato in pochi, ma sino a qualche tempo fa gli amministratori del Mezzabarba avevano una sorta di assicurazione 'kasco". Se tamponavano un'auto mentre si recavano, ad esempio, a ritirare una delibera, rispondeva il Comune. E un altro mattoncino andava ad aggravare quello che, con un termine ora in voga, si chiama costo della politica. Abbiamo provato a fare quattro conti su quanto grava il 'palazzo" sui cittadini. Ne è emerso, ad esempio, che solo riguardo alle indennità, la giunta grava sui bilanci per più di 330.000 euro l'anno.
Il tema relativo ai costi della politica in ambito locale è stato sollevato, con notevole anticipo, dal consigliere comunale Elio Veltri. E il suo 'Cantiere" ha condotto e sta conducendo una battaglia contro la proliferazione di enti e sotto enti, con particolare riferimento ad Asm. Ma il dato dal quale partire riguarda il costo (e il numero) di quanto gestiscono la cosa pubblica. Il sindaco Piera Capitelli, ad esempio, percepisce 4.734,10 euro lordi al mese. L'emolumento, come per tutti gli altri amministratori, le è stato ridotto del 10 per cento dalla Finanziaria 2005. Sino ad allora, l'indennità era di 5.260,11 euro lordi al mese. Un po' meno (3.550,59 euro il mese), guadagna il vice-sindaco, Ettore Filippi, che però, rappresentando il Comune nel Cda del San Matteo, percepisce altri 2.000 euro più 200 di gettone per ogni seduta. Riguardo agli assessori occorre distinguere tra quanti si sono messi in aspettativa (e percepiscono di più) e quanti continuano a lavorare come dipendenti. Questi ultimi vengono retribuiti 'solo" al 50 per cento: si tratta di Silvana Borutti (cultura), Franco Sacchi (urbanistica), Maria Teresa Nizzoli (commercio) e Adolfo Fantoni (sport). Ogni mese percepiscono 1.420,26 euro lordi. Gli altri cinque loro colleghi, che invece sono in aspettativa, incassano 2.840,47 euro lordi al mese. Roberto Portolan (mobilità) viene retribuito anche con 25.000 euro l'anno (più 200 euro di gettone a seduta) per il suo ruolo di consigliere nella Milano-Serravalle. I presidenti dei cinque consigli di circoscrizione incassano 765 euro al mese, ad eccezione di quello che guida Pavia Nord Est, che viene pagato con 382 euro. Il presidente del consiglio comunale, Giuliano Ruffinazzi, ha un'indennità di 2.840,47 euro al mese. I quaranta consiglieri comunali vengono pagati a gettone: 92,97 euro a consiglio comunale (diminuito a 34,17 euro se seguono meno del 50 per cento della seduta) e 46,49 euro per ciascuna riunione di commissione comunale. Ai consiglieri circoscrizionali, che pure hanno un 'impatto diretto" con la gestione della polis, spettano solo 31,50 euro a seduta.
Per quanto riguarda l'Azienda speciale multiservizi, invece, il presidente, Andrea Albergati, ha diritto a un compenso di 35.000 euro l'anno; 23.000 spettano al vice presidente e 45.000 all'amministratore delegato. Ogni consigliere percepisce, poi, 15.000 euro l'anno. C'è poi la serie di società partecipate o controllate sulle quali, nei mesi scorsi, si è abbattuta l'ira di Veltri. E cosi al presidente di Amico Gas toccano 16.200 euro l'anno, mentre a quello di Blu Gas 18.592. Esaurire il discorso relativo ai costi della politica in un solo articolo è velleitario. Vi sono, ad esempio, i quasi 700 dipendenti del Comune (di cui 660 a tempo indeterminato, uno ogni 99 residenti di Pavia). E poi le consulenze. Nel primo semestre 2006, per la voce «Consulenza per riordino Centro formazione professionale» sono stati spesi oltre 103.000 euro suddivisi tra quattro persone. Il secondo semestre, spiega il sito del Comune, è ancora «in costruzione».