Lecce, indagata la maestra
LECCE.E' indagata con l'accusa di abuso di mezzi di correzione o di disciplina la maestra del Terzo circolo didattico di Nardò che il 9 marzo scorso avrebbe scritto il voto 'Bravissimo" sulla guancia di uno scolaro di sette anni. L'insegnante è stata iscritta sul registro degli indagati dal pm inquirente, Maria Cristina Rizzo. Gli agenti del commissariato di polizia di Nardò nelle ultime ore hanno sentito numerose persone, tra le quali anche i genitori di un altro alunno che, in passato, sarebbe stato sottoposto dalla maestra allo stesso trattamento. L'insegnante ha sostenuto di aver scritto in faccia il voto, in una sorta di gioco, perchè lo scolaro aveva dimenticato i quaderni a casa. «Un atto scorretto da parte di una insegnante che si è resa conto dell'errore e ha chiesto scusa alla madre dell'alunno»: cosi il dirigente scolastico del Terzo circolo Carlo Longo.
TRE MORTI, UNO CANDIDATO DI FI
Hanno sparato guardandoli in faccia: oltre sette colpi. Di mattina, poco dopo le otto, nel bar «La Plaza», di fronte alla chiesa di San Maurizio, nel centro di Frattaminore, nel Napoletano. Cosi hanno ammazzato Bernardo Salvato, 44 anni, titolare del bar, e Vincenzo Castiello, 57 anni, fratello di un carabiniere del Ros e candidato per FI al Consiglio comunale. A Torre del Greco dove, sempre ieri, è stato ucciso il 32enne Ettore Merlino, considerato affiliato al clan Ascione.
CONTRORDINE DELLA CASSAZIONE
COLTIVARE MARIJUANA E' REATO
L'attività di coltivazione della marijuana «è vietata e sanzionata penalmente anche qualora la finalità dell'agente sia di destinare il prodotto della coltivazione a consumo personale». Lo afferma la Cassazione in una sentenza depositata ieri, contrastante con quella depositata il 10 maggio dalla stessa sezione -la sesta penale- secondo cui la coltivazione della marijuana va considerata condotta penalmente irrilevante. Con la sentenza n.20426/07 i giudici hanno confermato la misura della custodia cautelare nei confronti di un «coltivatore» domestico di 14 piante di marijuana. Respinti anche gli arresti domiciiari, perchè proprio in casa coltivava le piantine.