Ecco il taglio del cuneo fiscale


ROMA. Arriva il taglio del cuneo fiscale. Dal 1º luglio le imprese italiane potranno scalare 5mila euro di Irap per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato. Lo stabilisce un decreto legge approvato ieri dal consiglio dei ministri. «Era un impegno solennemente preso con il sistema delle imprese per il rilancio della competitività», dice Enrico Letta.
«E' un segno importante per la competitività del Paese - gli risponde a distanza il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo - Diamo atto al presidente Prodi: l'impegno è stato rispettato». Poi, nell'assemblea privata di Confindustria che anticipa quella pubblica di oggi, cambia tono: «La nostra parte l'abbiamo fatta - dice - abbiamo fatto il massimo sforzo e continueremo a farlo, ma se non lo fanno anche gli altri c'è il rischio che non si riesca ad agganciare in modo strutturale la ripresa. Le imprese hanno dato, ora sono in grado di chiedere».
Impegno rispettato quello sul cuneo fiscale. Ed allargato. L'Unione europea ha imposto che il taglio del cuneo fiscale fosse esteso anche alle imprese assicuratrici e alle banche. Restano fuori, per motivi legati alla natura delle imprese e al loro rapporto con il mercato, le ex municipalizzate. Il costo dell'estensione sarà di circa 600 milioni euro, ma, avverte il governo, «lo Stato non metterà un euro». «Non diamo soldi - spiega il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero - a chi soldi ne ha già tanti». «Nessun regalo a banche e assicurazioni - dice Alfonso Pecoraro Scanio, ministro per l'Ambiente - ora le imprese dimostrino di investire su ambiente, fonti energetiche rinnovabili».
«La posizione del governo - chiarisce il viceministro alle Finanze, Vincenzo Visco - è che il finanziamento debba avvenire dallo stesso settore. Stiamo lavorando, ragionando, si potrebbe intervenire nell'iter del provvedimento, altrimenti si farà una norma ad hoc». Il costo dell'operazione cuneo fiscale sarà di 2 miliardi e mezzo nel 2007 e di 5 a regime. Tornando alla copertura per le banche e le compagnie di assicurazioni, Enrico Letta riprende le voci circolate in questi giorni su cui i sindacati hanno già espresso parere negativo. «Recuperare i soldi dalla rimodulazione dell'Irap o dalla cassa integrazione sono solo ipotesi sul tavolo - dice il sottosegretario - nessuna di queste è stata ancora decisa». L'introduzione della cassa integrazione nel settore delle banche - è l'ipotesi - porterebbe a un versamento del 2% a carico delle imprese e dello 0,30% a carico dei lavoratori. «Non è possibile che l'estensione del cuneo alle banche venga pagato dai lavoratori», dicono i sindacati. Abi (banche) e Ania (assicurazioni) plaudono alla decisione dell'estensione del cuneo fiscale.

Alessandro Cecioni