Da giugno nuovi attracchi sul Po

STRADELLA. Il grande fiume come risorsa strategica per il territorio e per il turismo. La risorsa-Po comincia a prendere forma: con iniziative già realizzate e altre in cantiere. Se ne è parlato nel corso dell'ultima assemblea generale dell'Associazione Acqua-Benessere-Sicurezza, tenutasi a Stradella presso la sede dell'Acaop Spa, l'Acquedotto. Ed è stato subito un importante annuncio.
Il coordinatore delegato, Siro Lucchini, presidente anche dell'Associazione Comuni Oltrepo Orientale, ha annunciato,, infatti, l'imminente inaugurazione l prossimo 3 giugno, dei nuovi attracchi fluviali realizzati lungo l'asse pavese del fiume e del Ticino. Gli attracchi fluviali sono, infatti, a Mezzana Bigli, poi a Rea-Mezzanino-Verrua, quindi al ponte della Becca nel comune di Linarolo, Travacò Siccomario, Pavia, al ponte De Gasperi e quindi ad uso dei Comuni di Portalbera, Arena Po, Spessa Poe San Zenone, poi ancora al confine con la provincia di Piacenza, a Parpanesedove l'attracco consente di raggiungere Arena Po, Pieve Porto Morone e Castel San Giovanni ed infine in località 'Gabbiane" del Comune di Chignolo Po. «C'è, quindi - afferma Lucchini - per la prima volta, la possibilità di navigare lungo tutto il tratto pavese del Po e portare gente sui fiumi. Un importante risultato di un cammino iniziato all'indomani dell'alluvione del 2000». Un solido rapporto con l'amministrazione provinciale di Pavia, l'interesse della Regione Lombardia che ha varato un progetto turistico per il Po, i fondi derivanti dall'area nuovo obiettivo 2: tutti fattori che hanno favorito questi significativi interventi. «Ma altri - avverte Lucchini - seguiranno perché c'è il tema della sicurezza con la predisposizione di un piano di intervento sia per siti importanti come San Cipriano, Arena ed altri comuni della Lomellina, sia per una manutenzione e cura del fiume». «Poi - prosegue Lucchini - l'aspetto turistico con la valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici creando un vero e proprio sistema del Po e quindi l'individuazione di un soggetto che possa gestire praticamente non solo la via navigabile, bensi tutto quello che sta intorno, come territorio». Non può essere, secondo Lucchini, solo l'associazione che, però, deve continuare ad avere come spina dorsale proprio i Comuni e che in prospettiva deve avere anche una nuova identità statutaria. Non a caso l'operazione «Mira Po» lanciata dagli studenti dell'istituto «Faravelli» è stata ripresa negli atti parlamentari della commissione ambiente e il progetto «Riva di Po» promosso dall'Associazione Acqua, Benessere e Sicurezza, è materia di studio in tre università.
Pierangela Ravizza