Tre anni per il furto in Comune


MEDE. E' stato condannato a tre anni e tre mesi e al pagamento di 700 euro per aver rubato 237 carte d'identità in bianco nel municipio di Mede. Si è concluso cosi il processo contro il 29enne Marco Deodato, residente a Lomello. Assolto invece il 24enne accusato di essere il complice.
Secondo l'accusa, nella notte tra l'8 e il 9 giugno 2004 Deodato e tre complici avevano forzato la porta d'ingresso dell'ufficio anagrafe, che si trova in municipio, e se n'erano andati con circa 75 euro in contanti che si trovavano in una macchinetta del caffè e 237 carte d'identità in bianco, con cui avrebbero potuto creare altrettanti documenti falsi. Il furto era stato scoperto la mattina successiva e il sopralluogo effettuato dai carabinieri di Mede e di Voghera aveva portato alla scoperta di indizi che avevano subito indirizzato le indagini. I militari sono andati a Lomello, a casa di Deodato, che aveva già avuto guai con la giustizia, e hanno ritrovato circa la metà delle carte d'identità sottratte. Altri documenti erano stati rinvenuti a casa del medese L. E., allora 17enne. I due erano stati denunciati per ricettazione. Da qui il cerchio si è allargato agli altri due complici, residenti a Mede: il 17enne M. R. e il 24enne Luciano Pavan. Nelle loro abitazioni è stata trovata la refurtiva mancante. I due sono stati denunciati per ricettazione e furto perché sospettati di essere gli autori materiali del furto. I due adolescenti verranno processati dal Tribunale dei minori, mentre ieri si concluso il processo contro Deodato e Pavan.
Il giudice Piero Savani ha assolto Pavan, ma ha condannato Deodato decidendo anche di interdirlo dai pubblici uffici per cinque anni.

Claudio Malvicini