Veronese non molla il Pavia
PAVIA. Marco Veronese non chiude la porta al Pavia. Il bomber, autore di 12 reti in questo campionato, ha ancora un anno di contratto con gli azzurri. La società ha già detto di volerlo trattenere anche in serie C2, ma gli estimatori dell'attaccante, che non ha mai giocato sotto la C1, sono numerosi. Di solito in questo periodo i giocatori più rappresentativi hanno già un'idea di quello che faranno nella stagione successiva. Il centravanti invece pare non avere ancora preso una decisione sul proprio futuro. Prima di assumere una posizione netta dovrà consultarsi con la società che detiene il suo cartellino e valutare anche cosa gli può offrire il mercato, in termini tecnici ed economici. A 31 anni non ha la smania di fare carriera ma non intende neppure dilapidare quanto di buono fatto in riva al Ticino nelle ultime due stagioni, che lo hanno rilanciato.
Veronese, la retrocessione del Pavia è giusta?
«Abbiamo perso tanti punti in modo ingenuo e anche se si può recriminare su una serie di gare, alla fine ottieni sempre quello che meriti».
Quando ha capito che sarebbe finita male?
«Non c'è stato un momento in particolare. Le ultime partite sono quelle che ci hanno condannato ma la situazione l'avevamo compromessa in precedenza. C'era però sempre la speranza di riuscire prima o poi a risollevarsi».
Non crede che abbiano pesato soprattutto i gol presi negli ultimi minuti?
«Le reti subite sono state troppe e ci sono costate tutte parecchio, comprese quelle incassate ad inizio partita».
Lei ha fatto ancora un grande campionato.
«Non mi esalto perché siamo retrocessi tutti. Alla luce dei fatti ognuno avrebbe dovuto dare qualcosa in più. Se ad esempio io avessi fatto 20 gol anziché 12 probabilmente ci saremmo salvati».
E' pentito di non essere passato a gennaio al Venezia, ora ai play off?
«No. Sono uno al quale non piace guardarsi indietro».
E non le spiace neppure di essere rimasto qui la scorsa estate, quando tanti big hanno fatto le valigie?
«No, qui sto bene. Una piazza che consiglierei a tutti».
Cosa è successo a Pisa?
«Ho una gamba più corta dell'altra e per questo non posso giocare senza plantari. Siccome erano stati dimenticati dalla società a Pavia non me la sono sentita di giocare, avrei messo a repentaglio la mia incolumità fisica».
E' la prima volta?
«In campionato si. Per i plantari avevo già saltato qualche allenamento e un'amichevole, a Varzi».
Morgia non ha gradito.
«Posso capirlo, ma la colpa non è mia. Il club sapeva che senza plantari non gioco».
Com'è ora il suo rapporto col mister?
«Normale. Io con lui non ho problemi. In conferenza stampa a Pisa gli avevano chiesto perché non ero sceso in campo e lui ha detto la verità, spiegando che non è stata una questione tecnica».
Dove giocherà?
«Non lo so e ora non ci voglio neppure pensare. Penso solo a concludere questa stagione e andare in vacanza».
C'è qualche possibilità di vederla ancora a Pavia?
«Non escludo nulla a priori. Il mio futuro dipende anche dalla società, alla quale sono legato da un altro anno di contratto. Prima di prendere una decisione dovremo valutare insieme tante cose».
Tipo?
«I programmi del Pavia, le eventuali offerte di altre squadre e altri aspetti che non mi pare il caso di elencare».
La vicinanza alla sua famiglia, che abita nel milanese, può incidere?
«In parte. Se però dovessi ricevere un'offerta molto importante non credo avremmo difficoltà a fare sacrifici».
La C2 è un problema?
«Non ci ho mai giocato e spererei di non finirci ora, però ribadisco che non ho pensato al prossimo anno».
Però secondo l'ex Zocchi, esperto di mercato, è dura che lei resti a Pavia.
«A 31 anni ho esigenze diverse rispetto a quelle che avevo a 20. Io non devo fare carriera, anche se non voglio neppure sprecare le stagioni che mi restano».
Michele Lanati