Monroe si gioca la carriera
PAVIA. L'Edimes che ha vissuto pericolosamente fino a gennaio è arrivata giocarsi l'ingresso in finale per la serie A. Sono in molti a meravigliarsi ancora dell'impresa realizzata. Eppure le risposte ci sono. E sono tante. Una di queste è Christopher Edward Monroe. Arrivata la scorsa estate in sordina dal campionato ungherese, la 26enne point-guard originaria del Maryland ha «spaccato» subito. Monroe dopo essere stato il top-scorer della stagione regolare, sta confermando nei play off tutto il suo valore. Con una media che sfiora i 22 punti a partita, Chris è il totem cui la squadra si rivolge per partire da una consistente base offensiva. Addirittura nella serie di semifinale Monroe è andato meglio nelle due partite giocate a Jesi che non nelle prime due uscite a Pavia, quando le tossine dei quarti contro Cremona dovevano essere ancora smaltite. Chris, che l'imperatore Stanic chiama affettuosamente «testone», è un introverso. Sorride e parla poco, pensa al suo lavoro, si sottopone a lunghe sedute per oliare e rifinire di continuo una meccanica di tiro che viene dal lavoro e non da doti innate. Adesso ha in mente solo di vincere gara5, domani.
Monroe, siamo al momento più importante della stagione. Le sue sensazioni?
«Giovedi ci giochiamo tutto quello che abbiamo fatto quest'anno. Siamo pronti».
I problemi fisici?
«La caviglia sinistra mi fa male. Ma non c'è problema».
Jesi è tornata dallo 0-2 con due vittorie di un punto. Chi sta meglio tra voi e loro?
«L'Edimes ha dimostrato di poter vincere sempre, in ogni situazione. A Jesi bastava tirare meglio i liberi o migliorare un altro dettaglio. Ripartiamo consci di questo».
E Monroe dove può migliorare?
«Prendendo più rimbalzi e non sbagliando i tiri liberi».
Torniamo a gara4: quando con Veal ha firmato il 9-2 a 50" dalla fine ha pensato che fosse vinta?
«Una partita di play off, giocata in un campo come quello di Jesi, non è mai finita. Soprattutto se gli avversari si chiamano Rush, Hoover, Rossini, Slattery e Maggioli».
Cosa avete sbagliato nell'ultima azione?
«E' stato bravo Hoover. Si è preso un gran tiro, ha fatto un grande canestro».
Parliamo di Monroe. Più difficoltà al tiro da due nei play off, ma percentuli migliori da tre: le stanno impedendo l'uno-contro-uno.
«Nella stagione regolare c'era meno attenzione, io comunque in genere mi prendo quello che la difesa mi concede».
Cosa pensa della situazione ambientale di Jesi?
«Preferisco non commentare. Anche se so che il nostro presidente è stato aggredito».
E quel suo gesto di stizza in gara3 con Rossini?
«La sua non era difesa e mi sono arrabbiato. E' finita li».
E' la prima volta che gioca una 'bella"?
«No, mi è successo l'anno scorso nei quarti per lo scudetto in Ungheria. Poi abbiamo vinto il titolo».
Soddisfatto della sua stagione?
«No, perché voglio vincere il campionato. Quello che sto vivendo è il momento più importante della mia carriera».
E al pubblico di Pavia cosa si sente di dire?
«Che lo vorrei caldo, cosi che quelli di Jesi trovino qui le stesse condizioni che abbiamo affrontato noi».
Il futuro di Monroe e a Pavia, in Italia o da un'altra parte in Europa?
«Se mi piacerebbe restare a Pavia? Perché no? Qui c'è buona organizzazione e un buono staff. Prima però voglio conquistare la finale».