La lama sfiora il cuore Pensionato in rianimazione
MIRADOLO. La fresa del motocoltivatore gli ha leso la parte sinistra del corpo. Ma Davide Maggi, un pensionato di 57 anni che abita a Miradolo in via Val Moretta, è stato anche fortunato. La fresa, infatti, è arrivata a pochi centimetri dal cuore e non ha provocato lesioni. L'uomo ha perso molto sangue e, ieri, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico all'ospedale San Matteo di Pavia. Adesso è ricoverato in rianimazione, la prognosi è riservata ma sembra abbia ottime possibilità di salvezza.
Il drammatico incidente sul lavoro è avvenuto, ieri mattina poco prima delle nove, in via Val Moretta. Davide Maggi doveva fresare l'orto. E' andato a casa del fratello Venanzio, che abita nella stessa strada ad una cinquantina di metri, a prendere il mezzo agricolo che era custodito sotto un vecchio porticato. Davide Maggi l'ha messo in moto come al solito ma, a questo punto, non si sa cosa sia successo. Il pensionato, infatti, era solo.
«Solo lui può spiegare cosa è capitato veramente - è l'opinione di Venanzio Maggi - perchè nessuno ha visto. Forse è scivolato, è inciampato. Chissà...».
Davide Maggi è comunque finito sotto la fresa che l'ha squarciato nella parte sinistra del corpo, dalla gamba al torace. La ferita era molto profonda. I primi soccorritori si sono trovati di fronte uno spettacolo impressionante. Qualcuno ha lanciato l'allarme con una telefonata al 118 e, sul posto, sono intervenuti il medico e gli infermieri. Davide Maggi è stato trattato sul posto e, successivamente, è stato caricato sull'ambulanza che è partita verso il Pronto soccorso del San Matteo. Qui il ferito è stato sottoposto ai primi accertamenti ed alle cure per bloccare la fuoriuscita di sangue. Per fortuna nessun organo vitale ha subito lesioni. Poi è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico ed è stato trasferito in Rianimazione. Le prossime ore saranno decisive.
«Speriamo finisca tutto nel migliore dei modi - conclude il fratello - i medici ci hanno dato buone speranze. E' stato fortunato ma c'è sempre il pericolo delle infezioni». (a. a.)