Senza Titolo

Dicono che la prossima riforma libererà la Rai dal controllo politico. Infatti ora i partiti nominano i nove consiglieri di amministrazione, domani invece i consiglieri saranno undici. Quattro nominati dai partiti, due dalle Regioni, cioè dai partiti, uno dal Cnel, cioè da un organismo nominato dai partiti. Fa già sette, basta e avanza per fare maggioranza. Interessanti poi i criteri di nomina degli altri quattro: uno in rappresentanza dei dipendenti, uno dei Rettori di Università, uno dell'Accademia dei Lincei e uno dei Consumatori. Sindacato, circoli e lobby: rispettabili, colti e utili. Ma per il criterio per cui di azienda tv si occupa chi sa di tecnologia e finanza o chi sa di format e contenuti o, non sia mai, di informazione e programmi, non si è trovato posto, neanche il dodicesimo. Comunque l'altra sera, telecronaca Rai di Inter-Roma. L'esperto giornalista aveva preparato due microfoni: uno incartato di nero-azzurro per intervistare interisti, l'altro a bande giallo-rosse per i romanisti. Deve essergli sembrata corretta e brillante applicazione della par condicio. Sarà dura liberare la Rai dalla politica, bisognerebbe prima liberarla da se stessa.