Incidenti stradali, Italia maglia nera Ue
ROMA. Con 900 morti in più della media dell'Unione Europea, il maggior numero di vittime su «due ruote» e incidenti in continua crescita nelle città, l'Italia si aggiudica la maglia nera della sicurezza stradale europea. A dare i voti è l'European Transport Safety Council (Etcs), organizzazione non governativa finanziata dalla Ue: dal suo ultimo studio emerge che nel nostro Paese si muore sulla strada molto più che nel resto del vecchio continente.
Secondo i dati dell'organizzazione, in Italia il numero di vittime di incidenti di auto e moto è del 13% sopra la media europea. L'indagine ha preso in esame tre fattori: il calo delle vittime, l'utilizzo delle cinture di sicurezza e gli incidenti causati dall'alcool. Sono infatti diecimila i morti l'anno sulle strade d'Europa a causa dell'alcool, 11 mila quelli dovuti alla velocità e altri 10 mila per mancato uso delle cinture. Per quanto riguarda i progressi compiuti da ciascun paese nella riduzione delle vittime, nella classifica dei 27 (Ue 25 più Norvegia e Svizzera), basata su dati dal 2001 al 2005, la Francia figura al primo posto (-35%) mentre l'Italia, che registra un calo del 18% dopo l'impiego della patente a punti, si piazza quattordicesima con ben 2700 morti in più rispetto alla prima classificata.
A determinare il successo francese: maggiori controlli, misure atte a far rispettare i limiti di velocità, controlli per la guida in stato di ebbrezza e campagne d'informazione. In Italia le cifre sono gonfiate soprattuto dagli incidenti di moto e motorini che vedono la mortalità su «due ruote» in forte aumento con il maggior numero di vittime in Europa: anche se rappresentano appena il 3,6% del totale della mobilità nella Penisola, incidono però per il 26% sulla mortalità generale da incidenti stradali. Non solo. Abbiamo anche le città più pericolose: gli incidenti sono in aumento soprattutto in ambito urbano (dove se ne verifica il 79%, il 45% mortali), anche se la situazione varia da città e città, mentre su tutte le altre strade diminuiscono.
Va meglio il capitolo «cinture di sicurezza»: in Italia l'utilizzo sfiora l'80%, tra i più alti d'Europa. Infine per quando riguarda la guida in stato d'ebbrezza, il Paese che ha fatto registrare tra il 1996 e il 2005 il maggior calo di morti per incidenti «alcool-correlati» è la Repubblica Ceca (-12%), seguita da Germania, Polonia, Slovacchia, Olanda. Ma ci sono anche Paesi come Spagna, Ungheria, Slovenia, Finlandia e Gran Bretagna che hanno invece avuto un aumento di vittime. E l'Italia? Non si sa: «I dati disponibili non consentono di valutare la situazione» afferma l'organismo europeo. Una condizione questa condivisa con Belgio, Irlanda, Norvegia, Svezia, Cipro e Lussemburgo.
Insomma «anche se il governo italiano ha adottato un piano nazionale per la sicurezza stradale nel 2002 con obiettivi e priorità chiare», scrivono gli esperti dell'Etcs, «non c'è stata una sistematica attuazione a livello locale» e «c'è in generale una mancanza di volontà politica e questo influisce sul già limitato bilancio dedicato alla sicurezza stradale». (m.v.)