Cinquecento nomi per la balena
VOGHERA.Non mancherà il lavoro al comitato scientifico della rivista I quaderni del Museo civico di Scienze naturali, chiamato a scegliere il nome con cui battezzare il fossile di balena rinvenuto a Cà del Monte, sopra Cecima, e ora in fase di restauro nei laboratori all'ex caserma. Sono ben cinquecento, infatti, le candidature pervenute in viale Gramsci, nell'ambito del concorso «Trova un nome alla balena». La cerimonia di premiazione si terrà domenica mattina, nel corso del convegno in programma all'istituto Gallini (ore 10-12).
«Hanno risposto al nostro invito - spiega Francesca Campanini, responsabile dei laboratori educativi del museo - una ventina di comuni e ben trenta scuole, con una cinquantina di classi coinvolte». Riconoscimenti andranno alle proposte ritenute non solo più idonee, ma anche più originali. Ogni candidatura doveva essere accompagnata da un disegno originale ispirato al tema del concorso.
Il fossile di balena attualmente in fase di restauro al Museo di Scienze naturali risale al Miocene, un'era lontana dieci milioni di anni, quando Cà del Monte, settecento metri di altitudine, era una calda isola tropicale, circondata da un mare nel quale nuotavano cetacei e squali mostruosi, lunghi fino a venti metri. L'esistenza da questi parti dello scheletro del balenottero, era nota anche ai sassi. Tanto che avevano usato dei pezzi di costola per fabbricare una capanna. A inizio Novecento ci misero il naso dei paleontologi dell'Università di Torino che ne prelevarono alcuni resti. Ma il lavoro di recupero si fermò li. Adesso, finalmente, quell'opera è ripresa, per impulso della Soprintendenza regionale ai beni archeologici e del Museo vogherese di Scienze naturali. Il lavoro di restauro e conservazione finora ha interessato due vertebre e parte delle costole. A Zavattarello, invece, è stato ritrovato tempo fa un omero del terribile squalo. «Il carcaron megalodon (questo il suo nome scientifico) era senza dubbio un carnivoro assassino - spiega Simona Guioli, giovane direttrice del Museo di Scienze naturali - Basti pensare che nell'Astigiano sono stati trovati dei resti fossili di balena con attaccati pezzi di dente di carcaron megalodon, che evidentemente l'aveva aggredita per nutrirsi. Ma c'è un altro dato impressionante sulle sue dimensioni: nella bocca di questo squalo preistorico sarebbero potute stare cinque-sei persone di fila».