Il Papa ricambia il saluto dei musulmani
VIGEVANO. «Sua Santità desidera esprimere gratitudine per il deferente gesto e, mentre auspica che possano sempre più consolidarsi la rispettosa convivenza e la collaborazione tra gli esponenti delle varie religioni, invoca su tutti la benedizione dell'Altissimo». Firmato monsignor Leonardo Sandri, sostituto alla segreteria di Stato vaticana. La lettera con l'emblema delle chiavi incrociate, simbolo dello Stato pontificio, datata 4 maggio 2007, è indirizzata a Moustafa Mohamed Khamis, vice-presidente del centro culturale islamico 'Il Medina" di via Mulini 15, a Vigevano.
Il dialogo tra le fedi religiose viaggia attraverso la parola e gli scritti. La lettera della Segreteria di Stato vaticana è infatti la risposta alla missiva consegnata al vescovado e indirizzata al Papa con cui la comunità islamica cittadina, alla vigilia della visita di Benedetto XVI a Vigevano, ha salutato la storica giornata facendo appello, tra l'altro, a «un percorso comune di comprensione e reciproco rispetto» finalizzato a «creare ovunque situazioni di pace e di convivenza, senza guerre e violenze». Il messaggio giunto dal Centro culturale islamico ha trovato risposta e apprezzamento a Roma. Pochi giorni dopo la visita del Papa, infatti, la sezione Affari generali della Segreteria di Stato si è incaricata di ricambiare le parole di pace pronunciate dalla comunità musulmana vigevanese. «In occasione della recente visita pastorale del Sommo Pontefice alla diocesi di Vigevano - si legge nella lettera - Ella (monsignor Sandri si rivolge a Moustafa Khamis, ndr), anche a nome di codesto Centro culturale islamico 'Il Medina", Gli ha fatto pervenire un messaggio di stima e di sincera partecipazione alla gioia della Comunità cattolica vigevanese, manifestando, in pari tempo, viva riconoscenza per la Sua universale sollecitudine in favore della giustizia e della pace». Il messaggio continua poi con l'auspicio al consolidamento della convivenza e collaborazione tra le religioni. Anche la comunità islamica, del resto, ha vissuto la visita del Papa come un evento storico, con la stessa emozione provata da migliaia di vigevanesi. «Anch'io ero lungo il percorso, in via Cesarea - dice Hirate el Moustafà, uno dei portavoce della comunità musulmana cittadina - e ho visto passare la macchina del Papa. Ma tanti altri cittadini di religione musulmana erano presenti. E' stato un evento storico, bello ed emozionante e magari, perchè no?, chissà che possa verificarsi un'altra volta, sempre qui a Vigevano». Moustafa Khamis, il vice-presidente del centro culturale islamico, è anche cittadino italiano. Ha sposato un'italiana, il figlio frequenta l'Università cattolica e l'oratorio dell'Addolorata. «Mio figlio, come tanti altri, è l'esempio vivente di integrazione tra nazionalità e religioni - afferma Khamis -. La stessa lettera indirizzata al Papa è nata con questo spirito di collaborazione. Infatti, devo ringraziare don Paolo che ci ha aiutati nella stesura e vorrei dire che il dialogo interreligioso qui a Vigevano è già una realtà. L'Islam e il Cristianesimo sono religioni di pace e sanno convivere nel reciproco rispetto».