«Manca il campione»


PAVIA. Il Giro d'Italia continua a piacere, ma non troppo, non come negli anni scorsi. La gente si ritrova ancora nei bar, davanti alla televisione, per guardare le volate o le tappe di montagne. La passione resiste, ma un tempo era forse diversa, superiore. C'erano più campioni, più imprese, più leader. E meno scandali di doping e meno polemiche. Oggi, invece, Pantani è un ricordo, Cipollini si è ritirato. E a Basso è successo quello che tutti sanno. Senza contare la concorrenza della vela.
Al bar «Lanterna», in viale San Giovannino, la gente si ritrova ancora a guardare il Giro. Il titolare Franco Pallavicini spiega che «qui da noi il ciclismo è seguito, anche se un po' meno rispetto a qualche anno fa. Il problema oggi è che quando ci sono tante manifestazioni sportive in contemporanea, è chiaro che non si possono guardare tutte. Cosi, per esempio, la domenica si guarda il calcio. E quando capita la concomitanza con la vela, la gente si divide. Ognuno ha le sue preferenze. Comunque, tra i due, il ciclismo rimane secondo me il preferito. Non credo nemmeno che gli scandali di doping degli ultimi tempi abbiano influenzato il pubblico. Intanto si sa che sono tutti drogati...». Come dice poi Katia Portalupi, che lavora al bar «Lanterna», «qui la gente segue molto il Giro. E non credo che le ultime vicende di doping abbiano avuto conseguenze. Anzi, forse gli ascandali possono solleticare i non appassionati a interessarsi a questo sport. In quanto alla concorrenza con la vela, io penso che il ciclismo resti comunque molto più popolare, anche tra la nostra clientela. La vela è uno sport più d'élite».
Spostandosi poi al bar «Principe», in via San Paolo, la situazione cambia poco. Ieri pomeriggio, giorno di pausa per il Giro, la televisione era spenta. Ma nei giorni di corsa, gli affezionati non mancano. «La gente segue ancora il Giro - dice Nereo Beccari -. Io credo che gli scandali del doping abbiano influito poco. A mio avviso, oggi la gente è meno appassionata perché mancano i grandi campioni, capaci di coinvolgere la folla. Se ci fosse ancora uno come Pantani, il bar sarebbe sicuramente pieno. Ma in ogni caso, le tappe sono ancora viste. Per esempio domenica, quando c'è stata la prima volata, davanti alla televisione eravamo in tanti. E anche l'anno scorso, con la vittoria di Basso, il bar si riempiva».
«Si sente tanto la mancanza di un grande leader italiano - dice poi Lorenzo Zamai, titolare del negozio «Cicli Zamai» -. Oggi non ci sono più garndi personaggi come Pantani o Cipollini, che attirino il pubblico anche di non ciclisti. E comunque, tra alti e bassi, il Giro è ancora seguito, soprattutto per gli appassionati del settore. Perché gli amanti veri non abbandonano mai. Forse oggi c'è meno attrattiva per i non adepti. Per esempio, quest'anno è molto difficile fare un pronostico, perché non si vede chi possa essere il dominatore. Da parte mia, spero vinca Cunego».
Al bar «Al Gelatèe», infine, Sigrid Coppola dice che «ultimamente l'interesse sembra un po' calato. Forse anche perché, una volta, c'erano meno eventi sportivi da seguire. Mentre oggi, per esempio, la concorrenza della vela si fa sentire. E non escludo che le vicende di doping abbiano deluso qualcuno».

Davide Galli