In appello 2 ergastoli alle Bestie di Satana

MILANO. Due ergastoli e pene inasprite rispetto al primo grado. Si conclude cosi il processo di appello contro cinque giovani delle Bestie di Satana. Il carcere a vita è stato deciso per Nicola Sapone (confermata la sentenza del tribunale) e per Paolo Leoni (26 anni in primo grado); 29 anni e 3 mesi a Marco Zampollo (invece di 26).
Inoltre, 27 anni e 3 mesi per Eros Monterosso (24 anni). L'unica condanna più mite, come richiesto dalla procura, è per Elisabetta Ballarin (la sola a chiedere scusa) che passa da 24 anni e 3 mesi a 23 anni. I cinque erano accusati a vario titolo dei tentati omicidi e poi dell'omicidio di Fabio Tollis e Chiara Marino nel 1998, dell'assassinio, sei anni dopo, di Mariangela Pezzotta.
Dopo cinque ore di camera di consiglio la seconda Corte d'assise d'appello di Milano, ha sostanzialmente ha accolto le richieste del sostituto procuratore generale Paola Capobianco: ha riconosciuto la sussistenza dei due tentati omicidi e, nel caso di Leoni ha escluso le attenuanti generiche concessegli in primo grado.
«Adesso Chiara può riposare in pace perché la giustizia ha trionfato», è il commento Lina Marino, la mamma di Chiara: «Hanno preso quello che si meritavano, specialmente Sapone e Leoni». «Provo soddisfazione come cittadino - dice Michele Tollis, presente in aula alla lettura del dispositivo - ma anche rabbia come padre di Fabio, perché queste persone, con i loro crimini, hanno gettato nella disperazione me, mia moglie e anche le loro famiglie».
I loro figli avevano 19 e 16 anni quando scomparvero la sera del 17 gennaio 1998 da Milano. In precedenza i loro ‘amici', avevano tentato di eliminarli altre due volte. Solo sei anni più tardi furono trovati i loro resti, occultati in una fossa, in un bosco di Somma Lombardo, a pochi chilometri dall'aeroporto di Malpensa. Andrea Bontade, all'epoca 21enne, si era rifiutato di prendere parte al duplice omicidio e per questo, è la tesi dell'accusa accolta dalla Corte, Nicola Sapone lo indusse a schiantarsi a bordo della sua auto. Poi nel gennaio 2004 Mariangela Pezzotta, 27 anni, fu assassinata nello chalet di Golasecca (Varese) con una pistola e a colpi di vanga in faccia.
Da quest'ultimo omicidio erano partite le indagini della procura di Busto Arsizio, che hanno fatto emergere storie di messe nere, droga e musica metal, fra Milano e le campagne del varesotto. Storie di una decina di giovani, fra i venti e i trent'anni, ma anche più giovani, infarciti di ideologie sataniste: una vera e propria setta. «Il loro scopo - aveva spiegato nella sua requisitoria il procuratore - era fare il male perché cosi riuscivano a riempire il vuoto pneumatico delle loro esistenze».
Lo scorso giugno erano arrivate anche le sentenze d'appello per altri due membri del gruppo, Andrea Volpe e Pietro Guerrieri: 20 anni di carcere (30 in tribunale) per il primo e 12 anni e 8 mesi (anziché 16) per il secondo.