Gaza nel caos, altri undici morti
GAZA.A Gaza non c'è più misericordia. Le violenze tra le fazioni rivali hanno toccato ieri un nuovo culmine con l'uccisione, apparentemente a sangue freddo, di otto o nove membri della guardia presidenziale, legata a Al Fatah, da parte di uomini di Hamas. Il bilancio non definitivo della giornata di scontri è di almeno undici uccisi.
Nel tardo pomeriggio cinque razzi Qassam sparati dalla Striscia di Gaza hanno colpito il territorio israeliano. Uno ha centrato una casa nella città di Sderot, ferendo sei persone, una delle quali, una donna, è grave. Il rischio di una dura replica israeliana è reale.
Nelle sparatorie in atto tra le milizie contrapposte, cominciate tre giorni fa, la popolazione civile della Striscia è presa tra due fuochi.
«Paura, rabbia, frustrazione»: questi gli aggettivi che fonti locali hanno usato ieri per descrivere lo stato d'animo della popolazione che aveva sperato in un ritorno a una almeno relativa tranquillità dopo la formazione del governo di unità nazionale tra Hamas e Al Fatah lo scorso marzo.
L'evento più drammatico della giornata, per l'alto numero di caduti e per le sue potenziali catastrofiche ripercussioni, si è verificato sul versante palestinese del valico di Karni, unico usato per il transito di merci tra Israele e la Striscia. Qui miliziani di Hamas hanno aperto il fuoco contro uno o più automezzi di guardie presidenziali che stavano cercando di raggiungere un campo di addestramento di loro commilitoni, a ridosso di Karni, assediato da uomini del movimento islamico. Uno o più veicoli si sono ribaltati e i miliziani di Hamas avrebbero poi sparato sui feriti, uccidendo almeno otto. Poco dopo due miliziani di Al Fatah che cercavano di allontanarsi dall'area dell'attacco sono stati colpiti da soldati israeliani di guardia al confine.