Stanic dirige, Hoover stecca


PAVIA. Vince l'Edimes nella bolgia del palaRavizza. Quattro mesi fa Jesi aveva segnato la fine della gestione Martelossi tra i fischi del pubblico, nella gara1 dei play off la Fileni si è arresa (91-81) a una squadra che Sacco ha reso compatta e che 3.500 tifosi hanno incitato dall'inizio alla fine. La partenza però era stata da brividi perché i lunghi marchigiani dominavano l'area e l'Edimes non riusciva ad avvicinarsi a canestro (3-10 al 4'). Pavia è rimasta in scia grazie a Monroe, poi ha migliorato la manovra, si è adattata al clima da battaglia e la partita è cambiata (25-25 al 12'). L'Edimes ha allungato fino a +11 (57-46 al 24'), ma Jesi non si è mai lasciata affondare risalendo fino a -2 (77-75 al 34'30"). Nel finale però Stanic e Veal non hanno sbagliato una scelta mentre la Fileni è finita fuori giri. Coach Giancarlo Sacco però non si illude: «E' stata solo una gara di studio, la serie è ancora lunga». Oggi alle 20.30 gara2.
L'Edimes parte per contenere Hoover e Rush, e Jesi risponde innescando i lunghi Maggioli e Farrington, che nel primo tempo si prendono la metà dei tiri della squadra (17 su 33) segnando 24 dei 40 punti totali. Pavia risponde con un grande Monroe, che nel primo quarto porta da solo il peso dell'attacco (suoi 11 punti su 19). Gatto scalda la mano dall'arco e con Monroe compensa le difficoltà d'avvicinamento all'area, testimoniate dai numeri: all'intervallo i tentativi da due punti saranno 20 e 19 quelli da tre. «Li abbiamo pressati per 40 minuti e concedere qualcosa ai loro lunghi era un rischio calcolato, ma abbiamo cominciato in maniera troppo morbida - commenta coach Sacco - . Ezugwu giocava come in punta di piedi contro Maggioli, poi gli ho chiesto di farsi trovare sotto canestro e schiacciare, e si è sbloccato».
E con il pivot si sbloccano anche gli esterni, capaci di alternare tiri da fuori ai penetra e scarica per i lunghi. In fondo è una questione di traffico: se il centro Maggioli si sposta per raddoppiare su chi penetra in area, si libera spazio sotto canestro per l'avversario. L'abilità, di Stanic soprattutto, è stata quella di far passare il pallone tra le braccia del colosso jesino.
E' nato anche da qui il 9-0 del primo allungo dell'Edimes (36-25 al 15'). Nella progressione di Pavia dal -7 (3-10) del 4' al +10 (45-35 al 19') ci sono però anche i demeriti di Jesi: «Nel primo quarto non siamo riusciti a sfruttare fino in fondo il vantaggio di giocare per i lunghi perché abbiamo concesso troppe volte almeno un metro ai tiratori pavesi - spiega Andrea Capobianco, coach di Jesi - . Cosi non possiamo battere l'Edimes».
Eppure Jesi non si fa mai staccare. «Contro la Fileni sbagli una rimessa o un contropiede e subisci canestro - dice Sacco - . Sono la squadra più cinica che abbiamo mai incontrato». E infatti Jesi rinviene più volte. Nel terzo quarto, sul -11 (57-46 al 24'), Capobianco schiera la zona 2-3 e rompe il ritmo di Pavia. Sacco deve chiamare un time out per ricordare ai suoi che la 2-3 va attaccata invece di limitarsi a far girare la palla. La sfida è in equilibrio (66-63 al 30') quando comincia l'ultimo quarto, e qui Pavia firma il suo il capolavoro. Stanic, che chiuderà con 8 recuperi e 12 assist, non sbaglia una scelta e in tandem con Veal innesca Bagnoli ed Ezugwu sotto canestro ogni volta che ne ha la possibilità. Jesi invece si affida soprattutto a Hoover, che però sbaglia troppo: «Ryan si è sacrificato molto in difesa ed era stanco - spiega l'allenatore di Jesi - ma avevo bisogno che giocasse perché con lui in campo la pressione sul perimetro della difesa pavese sarebbe stata sempre alta, a vantaggio dei nostri lunghi».
Vince l'Edimes, ma Sacco sa che può ancora migliorare: «Devo far giocare di più Basei e Garcia, mentre non è facile chiedere di più a Gergati, che non si allena da un mese - conclude Sacco - . Questa è una serie molto equilibrata, servirà l'aiuto di tutti».

Claudio Malvicini