Oncologia, si apre la sfida per il primario
PAVIA. Con un bagno per venti letti e la privacy in camera garantita solo da una tenda, il reparto 16, che ospita una trentina di posti letto, è tra le cenerentole dell'ospedale. Eppure i malati che trovano posto in quel settore al pian terreno della Clinica Medica I sono tra i più bisognosi di cure: sono i malati oncologici, malati di tumore. E anche il personale, medico e infermieristico, si fa in quattro per mantenere elevati standard di assistenza, facendo i conti ogni giorno con i limiti della struttura. Dopo anni di stasi Oncologia potrebbe avere presto una sorte diversa. E una sede nuova.
E' stato bandito un concorso per coprire un incarico da primario e trasformare cosi la struttura di Oncologia da semplice a complessa.
La notizia è stata pubblicata il 4 maggio sulla Gazzetta Ufficiale e ci sono 30 giorni di tempo per presentare domanda di ammissione. Il settore si è finora appoggiata alla gastroenterologia che fa capo al professor Gino Roberto Corazza, direttore della Clinica Medica I. Ma sull'Oncologia il San Matteo ora ha deciso di investire. Non solo assegnando un primario ma anche una nuova sede.
«L'ospedale cresce e vuole dire la sua in tutti i settori, anche in campo oncologico» conferma il presidente Alberto Guglielmo. Ma non si può leggere il progetto come scollegato da quanto sta avvenendo a pochi metri dal San Matteo: il cantiere del Cnao, il Centro di Adroterapia oncologica, sta procedendo rapidamente. E sarà uno dei pochi centri europei e l'unico in Italia a intervenire sui tumori giudicati incurabili, resistenti alla radioterapia e che colpiscono organi difficili da operare. I malati saranno trattati - trasferendo la fisica delle particelle alla medicina - senza prevedere la degenza. La sinergia con un reparto ospedaliero potrebbe quindi essere necessaria. E la partita si gioca anche sulla qualità. Ora il reparto 16 non ne sarebbe all'altezza. Sulla nuova destinazione però i tempo potrebbero non essere brevi.
Le opinioni divergono: l'idea della direzione di spostare i letti di Oncologia in uno dei piani della Torre Aids non trova il consenso unanime del consiglio che preferirebbe non inserire nella stessa struttura pazienti di Malattie Infettive e pazienti oncologici immunodepressi.
Sarà certamente oggetto di dibattito. Come la discussione, in questi giorni in corso, sull'accreditamento dei posti letto. C'è chi teme che l'autorizzazione della Regione sia stata data per scontata ma le cose stiano diversamente. E una lettera, inviata dall'Asl alla direzione generale del policlinico, ricorderebbe proprio la necessità di «inoltrare le istanze alla direzione regionale Sanità». Come dire, non è ancora stato fatto questo passaggio. Ma a chi muove obiezioni sull'accreditamento risponde il direttore sanitario Luigina Zambianchi: «E' tutto in regola. I 30 posti letto esistono già, non sono da inventare. Solo che invece che autonomi sono aggregati a Clinica Medica. Da anni la Regione riceve in nostri report su questi letti».