Famiglia, contano soprattutto i figli
Può apparire un'affermazione troppo sbrigativa, in questo contesto di sottili disquisizioni su che cosa è «famiglia» e cosa non lo è. Per me famiglia significa figli. E, solo di conseguenza: maternità, paternità, fratellanza, nonni, zii, cugini e via di seguito, tutto il variegato panorama di relazioni che siamo usi raggruppare con la parola famiglia.
Ma prima di tutto famiglia significa figli. Chi genera la famiglia, ne nutre lo sviluppo, ne prolunga la vita oltre il destino individuale dei suoi componenti non sono i genitori. Sono i figli. Figli biologici o adottivi, di primo o di secondo letto, legittimi o illegittimi, frutto di fecondazione naturale o artificiale. Sotto ogni latitudine e in ogni tempo, essere figli rappresenta l'esperienza più universale che sia dato di compiere agli esseri umani. E anche quella più feconda e creativa.
Lo vediamo nei bambini. Se appena viene lasciato loro un po' di campo libero, i bambini sono prodigiosi moltiplicatori di affetti e di conoscenze, di relazioni umane e di legami sociali. Dove non ci sono figli, la famiglia pian piano ripiega su se stessa, si inaridisce e si spegne. E anche la vita di una società ne viene grandemente impoverita. Di slancio, di entusiasmo, di fiducia nel futuro.
La società finisce per modellarsi sulle abitudini degli adulti, diventando sempre più inospitale per i bambini, i quali, a loro volta, finiscono per vivere entro spazi riservati, collegati dall'immancabile aiuto della mamma. Diventano praticamente invisibili.
E' la drammatica condizione nella quale ci troviamo anche noi, qui, nella nostra provincia. Indice di natalità 8,5, il più basso della Lombardia, tra i più bassi d'Italia. E un senso profondo di stanchezza, una mancanza di vitalità - economica, culturale, sociale - un malinconico ripiegamento sul passato.
Fortunatamente ci sono anche iniziative in controtendenza. Nelle prossime settimane, abbastanza lontani dai clamori politici del Family Day e dai sottili quanto aridi ragionamenti sui confini della famiglia, Pavia avrà la sua vera giornata della famiglia. Sarà il 25 maggio, nell'ambito del progetto «mille papaveri rossi», quando un corteo di mille bambini attraverserà la città con slogan e canzoni di pace. Sarà un modo di riaffermare il bisogno di futuro e di riprendersi simbolicamente gli spazi che il mondo adulto ha confiscato.
Riccardo Agostini
Voghera, le rette
della nuova Pezzani
In riferimento all'articolo apparso su «la Provincia Pavese» del 9 maggio scorso, corre l'obbligo fare alcune precisazioni.
L'Asp Pezzani è un ente pubblico votato all'unanimità da tutte le forze politiche, è un ente autonomo nelle sue determinazioni e come tale ha obblighi di legge, fra cui quello del pareggio di bilancio.
I suoi amministratori, cosi come i dirigenti, hanno una responsabilità amministrativa e contabile. Pertanto devono rispondere in prima persona della gestione corretta dell'ente e devono evitare comportamenti omissivi che potrebbero danneggiare l'ente.
La lettera di cui si parla nell'articolo è stata inviata dopo aver atteso pazientemente per 4 mesi che venissero regolate le situazioni di morosità o di pagamenti non conformi alle decisioni del consiglio d'amministrazione.
E' stato un atto dovuto, sollecitato anche dal Collegio dei Revisori dell'ente, sia per evitare comportamenti omissivi sanzionabili dalla Corte dei Conti, sia per equità nei confronti di coloro che pagano puntualmente il dovuto.
Nella lettera si sono citati gli estremi del Regolamento gestionale vigente che gli ospiti e i familiari conoscono bene in quanto viene consegnata loro una copia al momento dell'ingresso e che dispone i comportamenti che l'ente deve attuare nei casi di morosità.
Riguardo a presunti rischi di finire fuori mercato, rassicuriamo gli scriventi rifondatori che non siamo fuori mercato, ne prova il fatto che stanno arrivando richieste di ingresso da parte di vogheresi che sono presso altre strutture della zona e, se ci sono 45 case meno care, da indagini eseguite, risulta anche che molte di queste strutture non hanno tutte le caratteristiche impiantistiche che ha la nuova Pezzani, che si pone ad un livello di eccellenza nella provincia.
Risulterebbe inoltre che parecchie case molto spesso applicano ufficialmente rette che poi chiedono di integrare per prestazioni extra come ad esempio contributo per riscaldamento, medicazioni, farmaci, eccetera, che la nostra struttura fornisce compresi nella retta.
Sottolineiamo che il Consiglio d'amministrazione della Pezzani ha deliberato rette differenti per coloro che già erano ospitati rispetto ai nuovi ingressi proprio per creare un percorso facilitato verso le nuove tariffe. Inoltre, non appena è giunto il provvedimento dell'Irap varato dalla Regione Lombardia, si è provveduto a ridurre conseguentemente le rette dimostrando concretamente la sensibilità e la volontà dell'amministrazione di contenerle.
Evidenziamo anche che, in questo particolare momento di avvio della nuova struttura, l'amministrazione e gli operatori sono fortemente impegnati a migliorare sempre più la qualità del servizio e le polemiche diventano solo un elemento di disturbo che turba la serenità degli operatori, dei degenti e dei familiari.
Infine viene spontanea una domanda: non sarà che coloro che sollevano polveroni e sobillano l'opinione pubblica siano dispiaciuti dal fatto che finalmente Voghera, dopo 30 anni di attività politica e di attesa, abbia finalmente una residenza sanitaria assistenziale degna della nostra città?
Giuseppe Gorinipresidente dell'A.S.P. Pezzani Pavia
Cilavegna, niente Palio
In salvo i poveri maialini
Poverini, i maialini di Cilavegna! Chissà come si sentono sapendo che l'Associazione Lav ha presentato un'esposto alla Procura della Repubblica di Vigevano per sospetti atti di violenza nei loro confronti.
Protetti, la loro dignità di maiale è salva! Potranno fare la fine che si meritano: finire scuoiati, insaccati, bolliti, mangiati. Una cosa sola, sicuramente, li rende felici: il fatto che, essendo maiali, non potranno essere macellati alla maniera islamica, cioè sgozzati e lasciati morire poco a poco, dissanguati. Questo capita agli altri, non a loro, poverini, i maialini, la loro dignità è salva!
E la dignità degli altri, quando la Lav, la salverà, facendo un'esposto a questa barbarie? Poveri omini, omuncoli (io compreso), che scuoiamo, insacchiamo, bolliamo, arrostiamo, sgozziamo...
E ci infastidiamo per una sgambettata tra la folla, un'attimo di notorietà, per poi tornare, magari all'allevamento intensivo, ingozzati per diventare al più presto... scuoiati, insaccati, eccetera.
Mario PertusiGarlasco
Bivio Vela, caro ministro
controllo io i lavori
Grazie, signor ministro Di Piero, per la tempestività con la quale ha risposto al grido di aiuto per i lavori mai finiti al bivio Vela di Pavia.
Non è cosa da tutti i giorni vedere un ministro che si assume pubblicamente delle responsabilità precise, ma a lei va riconosciuta questa capacità tant'è che ha garantito che seguirà personalmente la vicenda.
Ebbene, io sento il dovere di dare il mio piccolo contributo affinché lei possa dimostrare quella serietà istituzionale che oramai è merce rara e soprattutto che finalmente si possa giungere alla conclusione dei lavori.
Mi prendo l'impegno di verificare due volte al giorno in orari sempre diversi il numero dei presenti al lavoro ed i macchinari presenti sul posto utilizzati e non utilizzati. Non posso certamente valutare tecnicamente il lavoro svolto, ma ritengo che questo possa contribuire a mantenere gli impegni (ad esempio se la media dei lavoratori presenti è di due al giorno possiamo tranquillamente dedurre che i lavori non potranno essere ultimati nei tempi prestabiliti).
Questa verifica avverrà naturalmente al di fuori del cantiere utilizzando telecamera con zoom.
Nel momento della verifica sarà visibile un cartello sull'automobile che segnalerà il motivo della mia presenza.
Certamente sarebbe più opportuno che la documentazione della realizzazione dei lavori fosse trasmessa alla stampa locale per informare tutta la popolazione della programmazione dei lavori.
Mi impegno altresi ad inviarle settimanalmente il resoconto di quanto rilevato avendo la certezza che lei ne terrà in giusta considerazione come mi già dimostrato in altre occasioni.
Certamente dei controlli saranno eseguiti dalle amministrazioni locali competenti, ma purtroppo non sempre si dimostrano efficaci e tempestivi.
Pertanto, dato che sono stanco di assistere alle colonne di autoveicoli e che tali lavori sono pagati dalle nostre tasche, è interesse mio e di tutti che arrivino a conclusione. Dopodichè ritengo opportuna una riflessione sui lavori pubblici, cosa che mi sembra lei stia facendo, affinché non si ripetano più simili situazioni.
Livio VerderioPavia