Pavia, tutti pazzi per l'Edimes

PAVIA. I tifosi della Edimes hanno già in testa la finale. Per incontrare i gruppi del tifo organizzato basta fermarsi al Bar Linus di Corso Garibaldi. Si scopre cosi che stanno lavorando da giorni per preparare nuove coreografie e cori, tutto a proprie spese. Cosi lanciano al pubblico l'idea di una colletta per nuovi striscioni e nuovi strumenti sonori, in modo da aderire all'appello lanciato da Bagnoli per un palasport sempre più caldo. Propongono inoltre a tutti i tifosi pavesi di vestirsi di rosso o di nero, i colori sociali della Edimes. Intanto preparano la trasferta di Jesi.
«Siamo d'accordo con Bagnoli - spiega Simone - noi l'abbiamo sempre fatto, ma invitiamo tutto il pubblico a cantare e tifare fin dal primo minuto». Gli fa eco Andrea: «Lanciamo la proposta della ola suggerita dalle pagine della Provincia Pavese. Noi ci proveremo, sarebbe bello che aderissero in massa. Invitiamo tutti a vestirsi di rosso o di nero, sarebbe un colpo d'occhio splendido, esaltato dalla ola». Sono tutti su di giri per i successi dell'Edimes: «I pavesi si sono accesi con l'arrivo dei tifosi casertani - spiega Marco - si sono sentiti punti nell'orgoglio ed ora il palasport è uno spettacolo. Sono contento perché cosi il PalaRavizza diventa un catino bollente, ideale per aiutare Pavia a vincere». «E poi non dimentichiamo che questa squadra ha sempre voglia dei due punti - sottolinea Laura - vanno in campo per giocare alla morte ogni volta e contro chiunque, è il modo migliore per spingere anche il pubblico a tifare. Certo che il grande pubblico di questi giorni mi ricorda i vecchi tempi». «Noi c'eravamo a Reggio Calabria - sottolinea Cristina - l'Edimes ha perso, ma abbiamo assistito alla rinascita della squadra. Si è visto che aveva addosso uno spirito nuovo. Di questo dobbiamo ringraziare Giancarlo Sacco, pur senza togliere i meriti di Martelossi, ma il nuovo coach ha esperienza e poi può contare su Bagnoli, che fa la differenza, a dimostrazione che l'asse coach-play-pivot è decisiva». La delusione del Pavia Calcio retrocesso in C2, ha spinto alcuni tifosi a lasciare lo stadio per la tribunetta: «Non c'è solo la Gioventù Longobarda - ricorda Mirko «Liutprand» - abbiamo fondato gli Alcooligans che trovano posto nella parte sinistra e raccolgono ragazzi che arrivano dall'Oltrepo. Abbiamo un sito internet www.la-tribunetta.3000.it, con un forum che è sempre più frequentato, segno del successo che sta riscuotendo la squadra». «Noi siamo andati in quasi tutte le trasferte - ricorda Adelchi - a Jesi ci hanno trattato bene. Vorrei che i tifosi pavesi rispettassero quelli della Fileni». Si torna a parlare di basket. «Io vorrei esaltare il lavoro di Veal e soprattutto di Monroe - afferma Emanuele - è di una regolarità spaventosa». «Occhio però ai due Usa di Jesi - ricorda Marco - Hoover segna anche da fermo e Rush è uomo da 30 punti. Per fortuna difendiamo fortissimo. Spero che Pavia chiuda la serie presto e si riposi per la finale». «Questi play off - aggiunge Simone - stanno contribuendo a un ricambio generazionale, sono sempre di più i giovani che vogliono venire in tribunetta a tifare».
Maurizio Scorbati