Carlo Ridella, il direttore patriota della Provincia pavese di Boerchio


Divampa la prima guerra mondiale e lui, che dirige la Provincia pavese, non sta con le mani in mano, impalato e nascosto, dopo averla invocata come soluzione estrema per salvare e redimere, secondo le sue convinzioni, l'Italia. Anni fatali, tanto attesi, decisivi. Parte volontario, si fa onore da ufficiale, non lascia i suoi soldati, lavora, combatte e si difende al fronte. Poi morirà sul campo. E porta, soprattutto, con sè, nell'anima e nella testa, l'idea che la nazione debba unirsi definitivamente, debba completare il grande disegno del Risorgimento.
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Angelo Pezzali