Ferrari che vince si cambia
Avete presente quei capricciosi presidenti che cambiano l'allenatore anche quando la squadra vince, celando le proprie frustrazioni sotto l'alibi cronico della mancanza di spettacolo? Più o meno è avvenuta la stessa cosa in casa Ferrari, alla vigilia di Montmelò, primo appuntamento europeo stagionale del calendario iridato.
Solo che non è un capriccio, quello paventato dagli aerodinamici di Maranello (la F2007 ha subito nelle ultime settimane lievi ma fondamentali migliorie all'avantreno, peraltro ampiamente previste dopo i primi tre Gp extraeuropei), le ricerche si riconducono piuttosto alla necessità di sviluppare ulteriormente la vettura e parare eventuali colpi che la McLaren cercherà di mettere a segno. Macchina che vince, dunque, si cambia, perché due vittorie su tre gare non possono aver placato la fame di vittorie in casa Ferrari, quando Raikkonen condivide la leadership mondiale con i suoi due principali avversari e poi non si dimentichi che meno di un anno fa la Renault sembrava pronta ad autocelebrarsi già a giugno, con Alonso che godeva di 26 lunghezze di vantaggio su Schumi, per poi essere agguantata nella seconda metà di campionato. L'obiettivo delle modifiche apportate sulla Ferrari e sperimentate con successo nei test svolti proprio a Montmelò nei giorni scorsi, è quello di ottimizzare lo smaltimento termico, in funzione di un'estate che si preannuncia caldissima, senza disturbare i flussi aerodinamici già approvati con gli studi svolti in galleria del vento. A tal proposito i radiatori sono aumentati ma sono più piccoli (pance più corte), con una maggiore efficienza aerodinamica della sezione frontale e una gobba (o pinna) tra l'airscope e la rastrematura posteriore, che oltretutto canalizza maggiore aria pulita al motore. Da inizio stagione la Rossa si prefigge di sfruttare al meglio le coperture Bridgestone, in particolare le gomme più dure, tramite continue modifiche alla sospensione anteriore, già concettualmente evolutasi in tre differenti step dalle diverse geometrie. In definitiva: più efficace è la sospensione, prima la gomma va in temperatura e meno si consuma precocemente. La sensazione, dopo i test di Montmelò, è che si sia tornati alla situazione in essere alla vigilia del campionato. La Ferrari sembra la macchina da battere, non tanto in virtù di riferimenti cronometrici che la concorrenza non è riuscita nemmeno ad avvicinare, quanto per aver acquisito nel frattempo una maggiore conoscenza della propria vettura, in tempi rapidissimi, considerato che dall'Australia ad oggi è la F2007 è sensibilmente cambiata. A volte può accadere, quando i risultati della pista non sono pari alle aspettative, che si proceda per tentativi, tanto per il gusto di cambiare e si prenda una strada sbagliata, spesso senza possibilità di ritorno. Dopo tre gare a Maranello non si sono scomposti: hanno esultato per i due successi ma anche preso atto che la McLaren è più vicina di quanto pensassero. E senza troppo clamore si sono rimessi a lavorare, per cercare di ristabilire le distanze.
Gian Paolo Grossi