«Fumo», le tracce durano giorni «Ma l'ebbrezza solo poche ore»
ROMA.Se l'autista avesse assunto la cannabis la sera prima, nel sangue non ci sarebbero «tracce» ma una concentrazione alta del Thc, il principio attivo: lo afferma Felice Nava, farmacologo e dirigente del Dipartimento delle dipendenze dell'ospedale di Castelfranco Veneto (Treviso), citando una ricerca effettuata nell'Università della Louisiana: «Ci vogliono cioè sei giorni - aggiunge - perchè la concentrazione massima si dimezzi». Per il farmacologo la correlazione tra l'uso della cannabis e l'incidente stradale «diventa molto difficile da provare».
Lo stesso afferma Pietro Yates Moretti, consigliere dell'associazione consumatori Aduc: l'aver trovato tracce di cannabis nel sangue del conducente «non significa necessariamente che l'uomo fosse sotto l'influenza di sostanze stupefacenti al momento dell'incidente: la cannabis può essere trovata nel sangue anche giorni e settimane dopo averla consumata per l'ultima volta».. «Se passasse l'equazione antiscientifica tracce uguale a intossicazione - spiega Moretti - giungeremmo a una criminalizzazione senza precedenti del consumo di cannabis». Moretti sottolinea inoltre «che il Codice della strada vieta la guida in stato di alterazione fisica e psichica. Uno spinello fumato giorni addietro, anche se rintracciabile nel sangue, non provoca alterazione». Quindi «solo se sarà dimostrabile che il conducente dello scuolabus aveva consumato cannabis nelle ore immediatamente precedenti all'incidente, egli dovrà incorrere nelle giustamente severe sanzioni amministrative e penali previste dal Codice della strada». E tuttavia, secondo la letteratura scientifica, la guida sotto effetto di cannabis può aumentare gli errori fino al 60%, soprattutto entro la prima ora.