Longeri prosciolto anche in appello
SANTA MARIA. Il processo di appello finisce come quello di primo grado: assoluzione per Alberto Longeri, imprenditore edile ed ex sindaco di Montescano e per il proprietario dei terreni, Francesco Achilli, mentre il progettista Marco Scabbiosi e il direttore dei lavori Clementino Comaschi sono stati condannati a una contravvenzione, prescritta per decorrenza dei termini. Erano accusati di crollo colposo.
La causa penale era stata intentata nei confronti di Longeri e degli altri tre imputati dal veterinario di Santa Maria della Versa, Giuseppe Genta, che aveva sporto denuncia in seguito al crollo di buona parte del muro di cinta della sua villa (dove si trova anche l'ambulatorio in cui esercita la professione) e della strada di accesso alla proprietà. Il professionista, assistito legalmente dal professor Carlo Enrico Paliero, puntava il dito contro il cantiere aperto nel terreno attiguo al suo, nel quale l'impresa di cui è titolare l'attuale vicesindaco di Montescano stava eseguendo degli scavi per realizzare una cantina vitivinicola. Ma sia in primo grado, davanti al tribunale di Voghera, sia in sede di appello a Milano, la conclusione è stata identica: non sono ravvisabili responsabilità penali per Longeri e Achilli (difesi dagli avvocati Mariangela Ghezzi e Giorgio Maggi), mentre Comaschi e Scabbiosi (tutelati dagli avvocati Antonio Mariotti e Paolo Zambianchi) se la sono cavata con la prescrizione. In primo grado, la corte aveva stabilito che il crollo non aveva arrecato pericoli per l'incolumità delle persone. Caso definitivamente chiuso dopo la sentenza della seconda sezione della Corte d'appello di Milano? Forse. O forse no. Il professor Paliero attende le motivazioni del verdetto, ma non esclude un possibile ricorso in Cassazione. «Non si dimentichi - osserva - che il procuratore generale D'Andrea aveva chiesto la condanna a otto mesi di reclusione per tutti e quattro gli imputati e che in sede civile il procedimento si è concluso con il riconoscimento al mio patrocinato di un congruo risarcimento dei danni subiti».