«La squadra ci ha provato»
PISA.È il tecnico azzurro Massimo Morgia, che è stato allenatore delle giovanili del Pisa negli anni Ottanta, il primo a presentarsi in sala stampa: «Siamo venuti a Pisa non per far perdere il campionato ai nerazzurri, ma per mantenere aperto il nostro. Abbiamo giocato a viso aperto, pur avendo una formazione rimaneggiata. Ad esempio Maniero e Camillini erano fermi da mesi». E Veronese perché non era in campo? «Non ne voglio parlare. Io parlo solo di quelli che hanno giocato. Comunque, lasciarlo fuori non è stata una decisione tecnica. Abbiamo un direttore sportivo: è lui che deve parlare di certe cose». Adesso, la retrocessione è matematica... «In questo momento sono abbacchiato - dice il tecnico romano -. Vivo veramente male questa retrocessione per la società che ho trovato, straordinaria sotto tutti i punti di vista. Mi dispiace per il mio staff, ma soprattutto per la proprietà». Lei è subentrato, ma non è riuscito a portare in salvo la squadra: «Io ho fatto il mio lavoro. Mi hanno chiesto di lavorare con i giovani. Nel secondo tempo ho mandato in campo un ragazzo nato nel 1989, e non era la prima volta. Da questo punto di vista sono contento, ma la retrocessione mi scoccia molto». Come giudica Il Pisa? «Ho visto una squadra determinata e convinta. Da ex spero che possa festeggiare la promozione in serie B, perché ha un pubblico che è fuori dal comune. Il Grosseto va a Padova, mentre il Pisa giocherà a Venezia. Mi auguro che all'ultima giornata tutte le squadre facciano la loro partita, come ha fatto il Pavia a Pisa». Non lontano il tecnico Piero Braglia è molto contento: «Siamo nei play off e abbiamo la possibilità di vincere il campionato domenica prossima». Elogi al Pavia: «E' partito bene, e nei primi 10' ci ha messo in difficoltà con la posizione di Valdifiori. Poi D'Anna all'inizio ha dimenticato di marcare Valdifiori».