In taxi con l'attore, per una sera spettatori del monologo al volante
VIGEVANO.Due passi in piazza Ducale possono diventare l'occasione di una serata a teatro. Il palco è proprio li, a bordo di un'automobile parcheggiata proprio in piazza. E' cosi che abbiamo visto da vicino l'ultima creazione scenica di Mimmo Sorrentino, regista napoletano d'origine, ma da anni attivo a Vigevano. Sapevamo che era uno sperimentatore, che insegnava l'alfabeto ai bambini spiegando che la A nasce dalle corna del bue, e che Sorrentino aveva nel suo Teatro Incontro un gruppo di giovani preparati. Lo incontriamo sotto i portici in una sera primaverile, con un'arietta ancora fresca e la voglia di estate nei vestiti delle ragazze sedute all'Haiti. Fa effetto vederlo sotto un gazebo a due passi dalla sua auto-teatro: sembra un venditore di macchine usate, lui che assomiglia a tutto tranne che a un rappresentante. In realtà sotto a quel gazebo si possono acquistare i biglietti per il teatro in taxi. Costano soli cinque euro. Si può tentare l'investimento. In breve ci troviamo a partecipare a uno dei tanti spettacoli che a ciclo continuo vengono recitati alla domenica, dal pomeriggio fino alla sera, dal sedile di guida del teatro-taxi da Simone Tiraboschi, uno degli attori della compagnia. Nell'abitacolo dell'automobile, che ospita chi scrive e due ragazze, regna un innaturale silenzio. L'attore non è ancora arrivato. Non sappiamo bene come comportarci. Qui non ci sono né sipario né luci in sala. Prendiamo la precauzione di spegnere il telefonino e lo riponiamo nel vano della portiera. Evitiamo anche il consueto chiacchiericcio prima dell'apertura del sipario. Ogni tanto tra spettatori ci si dà un'occhiata indagatoria per capire come comportarsi. A rompere l'imbarazzo ci pensa Simone Tiraboschi, che apre la portiera e sale facendo partire la macchina. Dopo qualche minuto di viaggio in silenzio, con l'autoradio tenuta a volume molto bassa, Simone attacca il monologo. Che parte da un episodio banale: una telefonata con Clara, la sua fidanzata, interrottasi con un litigio. In seguito a quella, è arrivata la minaccia di Clara di contattare Marco, il rivale in amore di Simone, e una ridda di dubbi e di incertezze sulle quali si basta l'intera pièce dell'attore. Un monologo che è recitato, ma anche guidato. Si riflettono in ogni cosa gli stati d'animo di chi parla e attraversa la città, prima con l'intenzione di andare a casa di Clara, dove lei lo starà di certo aspettando, poi a casa propria, dove Clara si sarà senza dubbio recata per farsi perdonare, poi ancora da lei, trascinato dal continuo altalenarsi di dubbi e certezze che solo chi ama può avere. Nella voce, nei gesti, nel modo nevrotico di manovrare l'autoradio, nella guida ora a scatti ora interrotta da lunghi attimi di tranquillità, alternati ad accelerazioni improvvise e a soste dell'auto per scendere a telefonare a Clara. Fino al ritorno al punto di partenza, dopo aver attraversato le strade del centro cittadino di Vigevano, dove si conoscerà il finale e dove sulla tormentata storia d'amore cala il sipario. Anzi si spegne il motore. Il prossimo giro riparte di continuo fino al 17 giugno (info tel. 038174675)
Andrea Ballone