Penali più leggere per chi estingue i mutui
ROMA. Penali più leggere per chi estingue il mutuo prima della scadenza naturale. Dopo una trattativa durata quasi due mesi, Abi e associazioni dei consumatori hanno trovato l'accordo per «ricondurre ad equità» le commissioni, come disposto dal decreto sulle liberalizzazioni. Il decreto ha cancellato ogni tipo di penalità per i mutui accesi dopo l'entrata in vigore della legge, lasciando alle banche e ai consumatori il compito di rimodulare le vecchie penali applicate sui prestiti accesi fino a inizio 2007.
A essere interessati dall'intesa, salutata come una nuova spinta alla concorrenza dal ministro Bersani, sono potenzialmente 3,5 milioni di mutui. Il documento prevede per i mutui contratti prima del 2001, a tasso fisso o a tasso variabile, una soglia massima di penale dello 0,50%. Ma per estendere il beneficio il più possibile, anche a chi cioè ha già una penale proprio dello 0,50%, è stata inserita anche una clausola di garanzia dello 0,20%, che abbatte la commissione allo 0,30%. Per i mutui a tasso fisso accesi dopo il 31 dicembre del 2000, le soglie vengono suddivise in due metà temporali. Se il prestito viene estinto entro la prima metà della durata la soglia massima della penale sarà dell'1,90% (anche in questo caso con due clausole di garanzia dello 0,15% per i mutui ad un tasso fino all'1,25% e dello 0,25% per i mutui a tasso compreso tra l'1,25% e l'1,90%). Per la seconda metà, cioè ad esempio all'undicesimo anno nel caso di un mutuo ventennale, la soglia massima sarà dell'1,50%. Per tutti i mutui, a tasso fisso o variabile contratti prima o dopo il 2001, sarà inoltre applicata una penale ridotta allo 0,20% durante il terzultimo anno dall'estinzione naturale, mentre nel penultimo o nell'ultimo anno la commissione verrà cancellata. Da qui la piena soddisfazione delle parti: del presidente dell'Abi Corrado Faissola, secondo cui l'intesa ha un significato «strategico», perché segna un avvicinamento tra banche e consumatori, e delle stesse associazioni degli utenti, che, non sempre compatte durante la trattativa, hanno ritrovato l'unanimità.
Per tutti si tratta comunque di un «accordo storico» perché per la prima volta le associazioni sono state investite di un ruolo negoziale tanto decisivo.
BENZINA.Un incontro urgente col ministero dello Sviluppo e con quello dell'Economia per fermare i «comportamenti speculativi» e che «pesano sulle tasche dei cittadini per oltre 3 euro a pieno di benzina e con oltre 70 milioni di euro al mese di incasso per le compagnie». E' la richiesta di Adusbef e Federconsumatori, che tornano a denunciare una «doppia velocità» dei prezzi della benzina rispetto a quelli del petrolio e chiedono di verificare perché «il prezzo industriale della benzina in Italia sia il più alto in Europa». «Non c'è giustificazione perché la benzina sia venduta a 1,31 euro al litro, visto che il petrolio è a 65 dollari al barile, come nello stesso periodo dell'anno scorso e allora la benzina era venduta 1,30 euro al litro, ma con una differenza sostanziale: il dollaro valeva l'8% in più rispetto all'attuale cambio con l'euro».