Pavia, perso l'ultimo treno
PAVIA. La matematica non lo condanna, ma domenica il Pavia ha già idealmente lasciato la C1. Triste epilogo per una società che negli ultimi due anni aveva lottato per andare in B. I nodi sono venuti al pettine: si pagano ora le tante scelte sbagliate. Con la Massese il Pavia ha lottato, ma si è confermato inadeguato alla categoria e maledettamente fragile. Nel primo tempo ha segnato e messo sotto gli avversari, non riuscendo però a sferrare il colpo del ko. A inizio ripresa si è addormentato, concedendo metri e palle gol, ritrovandosi sotto in meno di due minuti. Un'invenzione del solito Veronese, profeta che predica nel deserto, ha riportato in parità il match. Gli azzurri hanno cosi spinto, sfiorato il 3-2, ma si sono scoperti, regalando il successo alla Massese.
Non bastano le buone intenzioni per restare a galla. Sarebbe sbagliato attaccarsi agli infortuni (che pure hanno falcidiato la rosa per larga parte della stagione) o agli episodi sfavorevoli. E' vero che il Pavia quest'anno talvolta non è stato aiutato dalla buona sorte, ma contro la Massese all'inizio tutto gira nel verso giusto. Al 2' Placentino sfrutta un buco che si apre sul fronte destro della difesa del Pavia e calcia in diagonale. Anania è battuto, ma la palla sfiora il palo. Dall'altra parte invece gli azzurri al primo vero affondo passano. E' il 13' quando il cross di Valdifiori viene respinto alla buona dal portiere che anticipa Foglio. Il più reattivo è Veronese che di testa infila l'angolo. Cosi il Pavia si trova in condizioni ideali, contro una squadra che per sue caratteristiche predilige il gioco in contropiede e invece è obbligata a sbilanciarsi. La difesa a quattro ha una discreta copertura e sulle fasce Rossi e Foglio hanno ampi spazi. Veronese, che ha la possibilità di partire da lontano, è ispirato. Peccato che però gli azzurri non riescano a sferrare il colpo del ko. Come è troppo spesso successo in questa stagione è impreciso sotto rete. Al 19' De Martin (che già in avvio non aveva sfruttato una buona chance su angolo) si divora un gol: va via da solo da metà campo, si presenta davanti a Nicastro, ma calcia debole e centrale. Per fortuna sul rovesciamento di fronte Dalla Bona imita l'avversario: lanciato da Clemente, a due passi da Anania tocca appena e il portiere con buon riflesso respinge con una mano. Al 21' capita ancora a De Martin la palla del 2-0, ma sul cross di Foglio colpisce di testa senza forza e il portiere salva. Grande chance anche per Rossi al 42', che calcia senza angolare troppo e Nicastro respinge. All'intervallo il Pizzighettone sta pareggiando e il Pavia è penultimo.
Nella ripresa però la musica cambia. L'ingresso di Sala aumenta il tasso offensivo dei toscani, che nella prima parte spingono con decisione. Il Pavia arretra il baricentro e Galuppo è in vena di regali. Al 3' si fa scavalcare dalla palla. Ne approfitta Musetti che va via a destra e tira in diagonale, ma Anania è ancora pronto. Al 7' sul cross di Clemente ancora Galuppo sbaglia l'intervento e Sala si trova la palla davanti alla porta da due metri, ma di testa colpisce debolmente e Anania blocca. Morgia cambia De Martin, che era sceso in campo in condizioni fisiche precarie, inserendo De Martin e spostando Valdifiori a sinistra. Neanche il tempo di sistemare la squadra che arriva il gol del pareggio. L'arbitro concede un rigore per un dubbio fallo di Lunardini. Musetti dal dischetto non sbaglia. Agli azzurri manca l'ossigeno alla testa, si deprimono e un centinaio di secondi dopo prendono un altro cazzotto. Sulla punizione dalla tre quarti di Clemente, Cangi salta indisturbato e colpisce di testa: la palla supera Anania.
Sembra finita. Per qualche minuto la squadra vaga per il campo, si teme un altro crollo stile Pizzighettone, ma c'è un giocatore che ha qualcosa in più degli altri, Veronese. Improvvisa sberla di destro dai venticinque metri che si infila nell'angolo destro di un distratto Nicastro. Morgia prova a vincere, giocandosi la carta Gabaglio, terza punta di un 4-3-3 con Foglio arretrato. La partita gira e a cavallo della mezz'ora gli azzurri hanno tre occasioni, con Bandirali (colpo di testa alto), Veronese e Valdifiori (tiri che sibilano a fil di palo). Si corrono però rischi elevatissimi. Prima Musetti sbaglia al 36' a tu per tu con Anania, poi Sala all'ultimo minuto di recupero brucia Foglio, scarta Anania e deposita in rete. Per la Massese è una vittoria che può significare salvezza diretta, il Pavia precipita a -4 dal Pizzighettone. Nel giro di due giornate i cremonesi hanno messo la freccia e allungato, grazie a due vittorie. Gli azzurri invece si sono fermati: oggi neanche il più ottimista dei tifosi scommetterebbe un euro sulla sua salvezza.