UNA BOMBA PER TUTTI NOI


E ra il 25 novembre di qualche anno fa quando l'allora assessore ai servizi sociali del Comune di Pavia annunciò, in una conferenza stampa, che il «problema dell'ex-area Snia» era risolto. Si riferiva, ovviamente, all'annoso e sempre più inaccettabile trasformazione dell'area dell'ex-stabilimento in un polo di insediamento illegale di vite disperate, di immigrati che incalzati dalla miseria erano scappati dai loro paesi ed erano finiti a vivere, in condizioni del tutto inaccettabili, spesso con bambini piccoli, all'interno dei capannoni in disuso.
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Giorgio Boatti