Senza Titolo

Si dicono un sacco di cose...false. Si dice che Segolene Royal attiri il voto femminile e poi solo una donna francese su quattro vota la candidata donna, una su cinque tra le donne sopra i 50 anni. Si dice, in Francia e anche in Italia, esista un possente movimento no global e poi Bovè raccoglie l'un per cento dei consensi. Si dice che gli elettorati siano ormai iper mobili, anzi «liquidi», e, in Francia come in Italia, si scopre nell'urna che la destra è più o meno fatta con i materiali elettorali di sempre: più donne, più anziani, più disoccupati, più pensionati dell'altra metà del paese. Si dice non vi sia più alcun indicatore sicuro del comportamento elettorale e poi risulta che una traccia marcata e sicura c'é: il livello di scolarizzazione o di cosiddetto «reddito culturale». Più è alto, più cresce il voto a sinistra e viceversa. Si dice, in Italia come in Francia, che la sinistra si perde se si mischia con il centro. Poi si conta e si vede che, in Italia come in Francia, tutta la sinistra «plurale» vale il 35 per cento se va bene. Se non si mischia, è già persa in partenza. Si dicono, in Italia come in Francia, un sacco di cose false... e ci si resta tenacemente affezionati.