Pochi bimbi, il micronido si blocca

CHIGNOLO PO. E' fermo il micronido del paese. Il Comune, per offrire un servizio in più alla cittadinanza, ce l'aveva messa tutta. Aveva addirittura messo a disposizione locali adeguati con ingresso indipendente nel cortile del Comune per un nido in autogestione, nello stile asilo nido famiglia. Assicurando pure i saldi delle spese per le utenze: luce, gas e acqua. Ma niente da fare. «All'inizio - spiega il sindaco Antonio Bonati - si sono presentate due famiglie. Ma due bimbi per garantire l'autogestione era troppo poco. Cosi si è fermato tutto». Il sindaco, al momento dell'avvio dell'iniziativa, aveva sottolineato: «Ora disponiamo di due asili parrocchiali ben avviati, a Chignolo e a Lambrinia, frequentati rispettivamente da 48 e 35 bimbi».
Il primo cittadino aveva proseguito: «Disponevamo anche del servizio di accompagnamento con pullmini a Badia Pavese e Pieve Porto Morone. Sul territorio, però, non potevamo contare su una scuola materna statale. E' cosi che abbiamo deciso di muoverci per poter offrire un servizio simile ai nostri concittadini».
Un primo appello alla popolazione in questo senso, il Comune l'aveva lanciato già la primavera di un anno fa, spiegando che il Comune poteva offrire gli spazi per garantire un servizio che sino a quel momento mancava. Ma poi l'iniziativa si è deciso di farla decollare l'ottobre dello scorso anno.
Un micronido familiare prevede che una famiglia con bambini di età variabile tra i 3 mesi e i 3 anni accolga presso la propria abitazione fino a un massimo di quattro bambini. Qui a Chignolo, come spiega il sindaco, i bimbi ammessi avrebbero potuto essere 5. L'amministrazione comunale aveva anche arredato i locali per il micronido. Le famiglie, insomma, avrebbero dovuto solo sostenere le spese per il personale che avessero voluto scegliere.
«Ora - sottolinea il sindaco - tenteremo con una seconda proposta inviando di nuovo lettere a casa alle famiglie che potrebbero essere interessate».
Poi basterà rivolgersi direttamente in Comune. Qui verrà spiegata non solo l'entità della retta che varierà in base al numero dei bimbi frequentanti, ma anche i giorni e gli orari in cui si potranno portare i piccoli al micronido. L'amministrazione comunale spera che questo nuovo lancio vada a buon fine perché ritiene che l'idea proposta alle famiglie del paese sia assolutamente valida.
Chiara Riffeser