Referendum, scontro nella maggioranza

ROMA.Neanche ventiquattro ore dall'inizio della raccolta delle firme e sul referendum è scontro all'interno della maggioranza e con il fronte del si alla consultazione popolare. Il presidente della Camera non usa mezzi termini: «Rende - dice Fausto Bertinotti - un cattivo servizio alla democrazia». Dura la replica del ministro della Difesa Arturo Parisi che si dice «sorpreso, sconcertato e addolorato», cosi come quella del presidente del Comitato promotore. «Parole gravissime», che «mi auguro - afferma Giovanni Guzzetta - siano frutto di un incidente verbale». Parisi, che martedi ha firmato per il Referendum insieme a Giovanna Melandri e Giulio Santagata, non ha infatti dubbi: «Capisco che da presidente della Camera non possa che essere contrariato dalla difficoltà incontrata dai partiti a trovare un accordo in Parlamento ma considerare antidemocratico un istituto previsto dalla Costituzione è troppo». Continua, dunque, a salire l'agitazione in vista della riforma della legge elettorale, nonostante i tentativi del ministro per le Riforme Vannino Chiti di abbassare i toni e cercare un punto di mediazione fra le diverse anime della coalizione, tenedo conto che i «piccoli» dell'Unione temono un accordo fra i grandi partiti. Chiti afferma che ci sono molti aspetti da affrontare, il referendum da solo non basta.