Possibile stato di emergenza

ROMA.Il governo non esclude lo stato di emergenza per la siccità e il provvedimento potrebbe arrivare con il prossimo consiglio dei ministri del 4 maggio. E mentre anche il ministero della Salute annuncia provvedimenti per affrontare l'emergenza caldo, intanto la Commissione europea invita il nostro Paese a ridurre gli sprechi idrici e fa presente che di fronte al rischio siccità l'Italia dovrà comunque cavarsela da sola.
E' stato il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani a chiarire ieri che «non è da escludere lo stato di emergenza» aggiungendo però che «dichiararlo non cambia il latte in vino»: «Se da un punto di vista delle procedure amministrative - ha spiegato - fosse suggerito nei prossimi giorni anche lo stato d'emergenza lo si farebbe. Però la sostanza del nostro intervento sull'energia è già stata impostata. Gli interventi sono già allestiti per massimizzare l'import, aumentare le procedure per gli interrompibili oltre ad interventi mirati su alcune centrali sul Po». Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, ha poi assicurato che «il governo è al lavoro sull'emergenza» spiegando che ieri c'è stata una riunione in Protezione Civile con le Regioni, nei prossimi giorni ci sarà un vertice dell'Unità di crisi con i ministri dell'Agricoltura, dello Sviluppo economico, dell'Ambiente e che del problema si occuperà il Consiglio dei Ministri del 4 maggio dove verranno discusse «le procedure concrete da adottare, perchè su questo tema la prevenzione è fondamentale». Dal canto suo il ministro dell'Ambiente, Pecoraro Scanio, ha ribadito che al momento «il settore dell'agricoltura ha un problema serio, in parte anche il settore industriale» mentre «non siamo ancora arrivati ad avere problemi per quanto riguarda il settore domestico». Nei prossimi giorni presenterà una serie di proposte tese al risparmio idrico, mentre «nella prossima Finanziaria dovremo fare sull'acqua un'operazione analoga a quella fatta sull'energia. Per il riciclo dell'acqua in industria e agricoltura, il riutilizzo dell'acqua dei depuratori e la sistemazione degli acquedotti». Intanto anche al ministero della Salute ci si prepara. «Entro quindici giorni vareremo il progetto per affrontare l'emergenza caldo, insieme alle Regioni - ha annunciato il sottosegretario Giampaolo Patta - Partiremo un pò prima e l'iniziativa sarà più estesa anche perchè questa ondata di caldo è diversa rispetto a quelle precedenti».
Ma anche le Regioni sono già pronte ad alzare gli scudi. La Lombardia ha intenzione di chiedere al governo da subito poteri speciali per «permetterci - ha spiegato il presidente Formigoni - di intervenire già ora». Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, ha chiesto al governo «un lavoro di regia che coinvolga le Regioni nelle scelte più immediate». E la presidente del Piemonte, Mercedes Bresso punta «un piano straordinario del governo per realizzare invasi a uso plurimo, sia in montagna che in pianura, che siamo disposti a cofinanziare e per i quali possono intervenire anche altri soggetti».
Per l'emergenza elettrica, l'Italia potrà ricorrere al meccanismo di solidarietà tra Stati membri della Ue, chiedendo in anticipo ai partner una certa fornitura di energia elettrica. Ma per l'acqua non esistono meccanismi che ne prevedano il trasporto da uno Stato all'altro.
A spiegarlo è Pia Bucella, direttrice di governance, affari legali e protezione civile della Commissione Ue, che ha ricordato che «l'unica strada è cominciare subito a fare quello che tutti gli Stati avrebbero dovuto fare da tempo: intervenire a monte per ridurre il consumo di acqua». (m.v.)