L'idrometro sempre più in basso

PAVIA.«Abbiamo già superato il punto di non ritorno. Qualsiasi cosa si voglia fare ora, è già troppo tardi». Il 'De profundis" per il grande fiume malato è di Giorgio Beretta, del centro nautico «Amici del Po».
Ieri eravamo 3,08 metri sotto il livello idrometrico. Il picco è stato il 15 di aprile, con - 3,15. Con lo scorso anno di questi tempi, c'è quasi mezzo metro di differenza.
Con il 2005 un metro. E via dicendo. Eccesso di pessimismo? «Vorrei sbagliarmi, ma i segni di un declino inarrestabile purtroppo mi sembrano evidenti - spiega Beretta -. Aggiungo un altro dato, giusto per completare il quadro. Quest'anno, salvo miracoli, non si svolgerà la tradizionale gara di motonautica. E' la prima volta che succede».
Quello che atterrisce amanti del fiume ed esperti, è lo scivolamento inesorabile anticipato delle condizioni di crisi idrica.
Per intenderci, questi toni apocalittici venivano usati, negli anni passati, a luglio o ad agosto. Ora siamo solo in primavera. «Non so cosa dire, davvero - incalza Beretta - ormai è una litania dire che ogni anno è sempre peggio. Purtroppo, però, è cosi. Con l'aggravante, forse, che davvero stavolta abbiamo oltrepassato il punto di non ritorno». Secondo Beretta, infatti, neppure qualche temporale o addirittura un giorno o due di pioggia cambierebbe nulla.
«I problemi sono due - sottolinea ancora - e non dipendono da noi. Il primo, la mancanza di rifornimento a monte, cioè la neve. Il secondo, la regolarità delle precipitazioni». Ce ne sarebbe un terzo: «L'altrettanta cronica mancanza di interventi. Si parla, si parla, poi non si fa mai nulla. L'unica soluzione, forse, sarebbe stata quella di creare delle dighe per trattenere l'acqua e regimentarla anche per il Po. Uno studio, anni fa, era stato fatto. Ma ormai penso che ogni tipo di intervento sia inutile». Sulla Locarno-Venezia, di scena in queste settimane, Beretta scherza: «Quando passano da queste parti la dovranno fare in auto».
Sul tema della discesa delle imbarcazioni dalla Svizzera al Veneto e sulla crisi di Po e Ticino, Legambiente ha promosso un incontro che si terrà domani.
«Mancanza d'acqua, non rispetto della legge sul Minimo Deflusso Vitale, escavazioni abusive e siccità - dice il movimento ambientalista -: questi sono i problemi ormai cronici di fronte ai quali bisogna concentrarsi per trovare una soluzione, anzichè proporre inaccettabili progetti di bacinizzazione per la navigazione commerciale».(g.s.)