I BAMBINI, LE PRIME VITTIME DI UNA TERRIFICANTE CONGIURA


La notizia è assai preoccupante, ma non sorprendente. E' la quadratura del cerchio. Da una parte, grazie a Internet, la moltiplicazione, negli ultimi anni, dei reati di pedofilia. Dall'altra, e sempre deflagrando in rete, gli episodi di sesso e violenza che conquistano le aule scolastiche e, grazie alla tecnologia del «fai da te» di YouTube e dei nuovissimi cellulari, diventano di pubblico dominio: dove non si sa più se sono gli studenti, con l'aggressività irresponsabile della loro biologia, o docenti demotivati e casuali, con la loro irresponsabilità didattica, a dettare le regole del gioco. Ad ogni modo ci siamo arrivati: associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione di minore, sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo, violenze sessuali su minore di anni 10 e atti osceni in luogo pubblico. Il luogo: una scuola elementare, quella che i pedagogisti rousseauiani delle ultime avanzate riforme scolastiche avrebbero voluto come il paradiso di un'infanzia che acquista, ludicamente, coscienza di se stessa, delle proprie attitudini e delle proprie competenze. Gli accusati: tre maestre, una bidella, due uomini, tra cui il marito di una docente, che protraevano il reato persino nelle loro abitazioni.
Il ministro Fioroni avrà il suo da fare: ancora una volta. I sociologi e gli psicologi dovranno aggiornare le loro tabelle e i loro strumenti d'indagine: ancora una volta. Vespa, Santoro e Biagi daranno il loro formidabile contributo: ancora una volta. L'aspetto che colpisce è, però, un altro: innanzi tutto antropologico. Ma con inquietanti riverberi di metafisica.
E' curioso: in un contesto, il nostro Occidente, in cui si torna a parlare - e non solo dallo scanno pontificale - di leggi naturali, di centralità della famiglia, di valori incrollabili e luminosi, i segnali che arrivano sono invece di segno opposto, da comportamenti che rispondono alla logica, unica e cieca, della volontà di potenza, della riduzione della persona, da fine in sé, a strumento. Persino la vecchia mafia si faceva carico di non toccare donne e bambini: oggi donne e bambini sono le prime vittime d'una terrificante congiura planetaria. In altre parole: mai come ora, che si tenta di risacralizzare religiosamente la vita, gli spazi del Sacro si sono ristretti, lasciando spazio alle prevaricazioni d'una pura biologia che è, poi, patologia, o traducendosi in parodia, dove gli stadi hanno finalmente sostituito le chiese.
Dio è morto. E mai il suo nome fu pronunciato cosi invano come in questi anni. Ratzinger, nonostante le apparenze, e con tutti i suoi sforzi, resta fuori tempo massimo. Anche lo scontro con il fondamentalismo islamico si giocherà sul piano della cieca forza: vincerà chi potrà contare su più kamikaze. Ed i bambini? Creature non si sa da chi create, riluttanti, col loro mistero irrazionale e innocente, alle verità della volontà di potenza, saranno sempre più votati allo sterminio. Quando si ha una figlia che si adora, queste cose non si dovrebbe scriverle. No, non si dovrebbe.

Massimo Onofri