Un processo a rischio prescrizione
MILANO.Oltre alla mancanza di fondi, il cammino della giustizia è impastoiato nella ragnatela delle notifiche che ogni giorno fanno saltare a Milano decine di processi. Tra quelli rinviati ieri c'era anche quello nei confronti di quattro agenti penitenziari che nel lontano 1995 chiusero un detenuto nella sua cella nel carcere di Pavia e lo picchiarono: da qui le accuse di sequestro di persona e lesioni per le quali furono processati a Pavia e condannati solo per il secondo reato mentre per quello più grave ci fu l'impugnazione da parte della Procura della Repubblica pavese. Per la terza volta la Corte d'Appello ha dovuto prendere atto di un difetto di notifica e non ha potuto fare altro che aggiornare la causa al 31 maggio prossimo.
Nel frattempo il reato di lesioni è caduto in prescrizione mentre anche sull'altro rischia di abbattersi la scolorina prescrittiva rendendo vano il lavoro svolto fino a questo punto. Secondo il capo d'imputazione l'episodio non sarebbe avvenuto in reazione ad un illecito comportamento della vittima, ma per dimostrare ad un altro detenuto vicino di cella che gli agenti non avevano nessuna voglia di scherzare. In aula il sostituto procuratore generale Visconti non ha potuto che prende atto della situazione mentre il giudice Aniello si è dovuto bloccare per consentire alla causa di compiere un altro passo verso un formale annientamento. (a.c.)