Ha tentato di uccidersi per amore
VOGHERA. Si è seduto sulle panchine dei giardinetti all'inizio di via Primo Maggio, nel quartiere di Pombio, poi lamentandosi ad alta voce ha cominciato a tagliuzzarsi il petto, il corpo e le braccia con una lametta da barba. Tra un lamento e l'altro in arabo, da qualche frase smozzicata in italiano si è capito che voleva uccidersi a causa di una pena d'amore. Per fortuna gli abitanti della via hanno visto tutto e hanno dato l'allarme ai carabinieri, che sono intervenuti sul posto con un'ambulanza del 118.
Ora A.F., un marocchino di 35 anni regolare in Italia (lavora come operaio) e residente da tempo nel quartiere di Oriolo, è ricoverato all'ospedale di Voghera. Dopo la medicazione delle ferite da taglio, non gravi, i medici lo hanno infatti trasferito nel reparto di psichiatria, per tenerlo d'occhio ed impedirgli di fare altre pazzie. A.F., che abita a qualche palazzo di distanza da quei giardinetti vicini a via Sante Zennaro, l'altro pomeriggio verso le 17 ha raggiunto le panchine, si è parzialmente denudato, scoprendo il petto e le braccia, e poi ha cominciato a praticarsi una serie di tagli, lunghi ma superficiali, sul corpo. Tra una ferita e l'altra urlava che voleva uccidersi. «E' stata una cosa orribile - afferma una delle abitanti del palazzo di fronte - Il sangue usciva, lui si lamentava. Per fortuna qualcuno dei miei vicini ha chiamato il 112». La centrale operativa dei carabinieri ha girato l'allarme al 118, e cosi pochi minuti dopo sono arrivati un'ambulanza della Croce Rossa e una pattuglia del Nucleo radiomobile. «Io ero nel mio locale, stavo lavorando e non mi sono accorto di nulla - afferma il titolare della 'Casa del cuoco", un ristorante che si trova a poche decine di metri di distanza - Poi una signora ci ha raccontato cosa stava accadendo: abbiamo visto l'ambulanza e un paio di pattuglie dei carabinieri». Mentre in via Primo Maggio si radunavano molti curiosi, e altri si affacciavano dalle finestre, i carabinieri hanno iniziato una trattativa per cercare di tranquillizzare il marocchino e convincerlo a smetterla con quella lametta. Alla fine, mentre uno dei militari lo distraeva, un carabiniere è riuscito a prendere alle spalle A.F. e lo ha immobilizzato, permettendo anche al personale del 118 di intervenire. Poi il marocchino si è confidato con alcuni dei soccorritori: a quanto pare la sua donna, un'italiana, lo ha lasciato e lui non sa darsi pace. A.F. aveva compiuto un atto di autolesionismo analogo anche un paio di mesi fa, benchè meno eclatante.