Ciel d'Oro è per tutti noi


I n questo fine aprile che assomiglia a giugno, nella splendida follia di colori, fiori, piante e cielo azzurro, con il sole che scalda, Pavia diventa capitale del mondo. Un giorno più che speciale, unico, un tuffo nella storia, una visione che sembra uscita da un sogno. Invece è la realtà di una figura bianca che attraversa tra gli applausi le nostre strade. La figura del Papa che ci sceglie, che ci dona la sua visita, che ci pone al centro dell'evento. E non solo. E', dunque, Benedetto XVI che ci passa accanto e che, soprattutto, ci offre un itinerario esemplare e un traguardo che tutti dovrebbe consolare. Siamo sulla via per Sant'Agostino e il Papa tedesco, ospite e pellegrino, ci invita accanto all'arca e alle spoglie del vescovo di Ippona che San Pietro in Ciel d'Oro custodisce.
I movimenti del Pontefice sono mirati. Studiati. Il teologo corre alle fonti, ricorre a un dottore della Chiesa, a un grande, lo prega e lo ringrazia. E' la sua passione, l'amico di una vita. Rende omaggio all'uomo prima e religioso poi, che è diventato santo. A colui che ha coniugato Fede e Ragione.
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Angelo Pezzali