Un camionista rapinatore


VOGHERA. Tra un viaggio e l'altro con il camion, «arrotondava» facendo rapine: finchè l'altra mattina i carabinieri l'hanno arrestato. Le manette sono scattate ai polsi di Murat Buyurtag, 26 anni, un camionista turco che abita da tempo in un appartamento di strada Percivalle a Voghera.
Buyurtag, che fino a oggi non aveva precedenti penali, ha un regolare permesso di soggiorno. Il giovane non si aspettava l'arresto: quando i carabinieri del nucleo operativo di Cairo Montenotte (Savona) e quelli di Voghera si sono presentati alla porta di casa sua e l'hanno arrestato, è caduto dalle nuvole. Anche perchè è accusato di una rapina compiuta tre anni e mezzo fa, il 4 settembre 2003: quando un uomo armato di pistola e con il volto mascherato aveva dato l'assalto alla ditta DDS, un'azienda specializzata nella gestione delle macchinette distributrici di bevande calde e fredde che ha la sede nella frazione Bragno di Cairo Montenotte. Con un'azione rapidissima il bandito si era impossessato di due sacchetti che contenevano monetine per un valore complessivo di oltre 8000 euro. Il bandito, però, aveva commesso un errore: per il colpo non aveva utilizzato un'auto rubata ma la macchina che gli era stata fornita da un amico (poi rivelatosi complice). Qualcuno, a quanto pare, aveva notato quella Opel di colore scuro che si allontanava a forte velocità dalla frazione Bragno e aveva annotato alcuni numeri della targa. Su quest'unica traccia i carabinieri di Cairo, agli ordini del capitano Carlo Caci e coordinati dal colonnello Francesco Laurenti, hanno costruito un'indagine paziente e laboriosa. Il primo a cadere nella rete, un paio di giorni dopo, è stato il padrone dell'auto: Vincenzo Grasso, all'epoca 25 anni, abitante a Savona. I carabinieri gli hanno trovato in casa una parte del bottino, la pistola usata per la rapina e lo hanno arrestato. Grasso non ha voluto fare i nomi dei complici, ma i carabinieri ci sono arrivati lo stesso pochi giorni dopo e hanno denunciato per favoreggiamento e riclaggio tre uomini, tutti residenti a Savona: S.A., 39 anni, M.C., 32 anni, e B.Y. un albanese di 23 anni. In casa avevano parte della refurtiva. Mancava ancora il tassello più importante, e cioè il rapinatore: per arrivare anche a lui i carabinieri hanno passato al setaccio tutte le chiamate transitate nelle celle telefoniche della zona durante le ore della rapina. Dopo una prima scrematura sono arrivati a un centinaio di utenti, di cui sono stati controllati i tabulati. Alla fine, per esclusione, sono arrivati a Murat Buyurtag.

Paolo Fizzarotti