La Roma fa la festa all'Inter

MILANO. «Vinceremo, vinceremo il tricolor»: potrebbe essere un coro di scherno quello che cantano i tifosi della Roma alla fine della partita vinta per 3-1 contro l'Inter, ma potrebbe anche non esserlo. In 90', infatti, cadono parecchie certezze per la squadra di Mancini che pensava di festeggiare lo scudetto e invece dovrà attendere almeno fino a domenica, se non oltre. Cade l'imbattibilità che in campionato durava dal 30 aprile 2006 e i nerazzurri dimostrano ancora una volta di avere la sofferenza nel loro dna e regalano il primo pomeriggio amaro dell'anno a Massimo Moratti e a tutti i suoi tifosi. La Roma gioca meglio e va in vantaggio nel primo tempo, subisce il pareggio per una grossa svista di Trefoloni che regala un rigore all'Inter e, quando tutto il Meazza aspetta il gol dello scudetto nel forcing finale nerazzurro, ecco la punizione di Totti con il pallone che sbatte sul fianco di Figo e finisce in porta. E Cassetti chiuda il conto nell'ultima azione della gara con il gol di un eccessivo 3-1.
L'Inter paga cosi il fatto di non aver iniziato la partita con il sacro fuoco in corpo di chi vuole chiudere il conto. La Roma potrebbe andare in vantaggio già al 20', ma Julio Cesar prima respinge un destro potente di Totti, poi fa un vero miracolo rialzandosi e deviando il tiro a botta sicura di Perrotta. Poco altro succede nel primo tempo fino a quando, nel finale, l'Inter dà cenni di risveglio e, al 36', Stankovic sembra trovare il tiro giusto, ma il pallone viene respinto dalla traversa. La Roma non si chiude e pareggia subito il conto delle traverse con Julio Cesar che compie un altro mezzo miracolo alzando un tiro di Mancini dal limite dell'area quel tanto che basta per mandare il pallone sul legno. Il gol arriva poco dopo, in un silenzio irreale, al termine di una lunga azione con De Rossi che lancia Chivu sulla sinistra e dal romeno parte un assist perfetto per Perrotta che deve solo appoggiare in rete, anticipando Grosso. E' il 44' e la festa sembra svanire. Sembra, perchè la ripresa si apre con un gentile regalo di Trefoloni, che fischia un rigore inesistente per l'Inter su un contatto Doni-Adriano. Trasforma Materazzi. L'Inter prende fiducia e fa vedere il calcio che le ha fatto ammazzare il campionato. Adriano di testa impegna Doni che riesce a respingere con l'aiuto del palo al 13' e poi esce assieme a Grosso per far posto a Cruz e Dacourt. Doni si supera ancora al 23' quando devia in angolo un destro di Stankovic, mentre i suoi compagni d'attacco, da Totti a Mancini, scompaiono. Sembrerebbe finita, non sarà cosi.