Quei video compromettenti sequestrati sette anni fa
MONTU'.«Aiutatemi, sono malato...», aveva mormorato sette anni fa agi agenti che gli perquisivano casa, a caccia di materiale pedopornografico. Un appello, la consapevolezza che in lui c'era qualcosa di sbagliato. Una perversione forse scatenata dalla violenza che - secondo quanto emerso dagli ultimi sviluppi delle indagini - lui stesso avrebbe subito da bambino. Un'ipotesi che può spiegare, ma non giustifica in alcun modo la squallida vicenda di abusi sessuali di cui si stanno occupando i carabinieri di Piacenza e il pm Antonio Colonna, che coordina l'inchiesta. L'uomo era già finito nei guai nel maggio 2000: il blitz dell'ufficio minori della questura di Pavia aveva portato al sequestro di quattrocento dischetti per computer con immagini di bambini in pose inequivocabili, di sei videocassette hard con minori protagonisti e di un numero infinito di fotografie di bambini. Nei suoi confronti, era partita una denuncia per detenzione di materiale a contenuto pedopornografico.
Le indagini su di lui erano cominciate qualche mese prima, quando il suo nome era stato collegato a una presunta rete di pedofili attiva su internet. La polizia aveva effettuato una serie di riscontri, fino a richiedere ed ottenere il mandato di perquisizione.