Altri quattro morti sul lavoro
ROMA.Altre 4 persone sono morte ieri sul lavoro. A Roma un operaio rumeno di 44 anni è morto schiacciato da alcuni blocchi di cemento, in un cantiere nel quartiere Casilino. In Abruzzoun operaio di 26 anni è morto in un cantiere di Villagrande, nell'aquilano. L'uomo era su un'autobetoniera e stava effettuando una gettata di cemento quando la pompa ha urtato un cavo dell'alta tensione. A Pistoiaun artigiano di 69 anni è morto in seguito alla caduta da un capannone. Si chiamava Michele Abaci e stava effettuando lavori di ripulitura. Nelle campagne di Asti, a San Marzano Oliveto, Pietro Vidotto 74 anni, è stato schiacciato dal trattore che si è ribaltato. L'anziano agricoltore stava lavorando con l'erpice in un campo in forte pendenza. «Da inizio anno - ha spiegato il segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, Onorio Rosati - ci sono stati 304 morti sul lavoro».
PROCESSO AGGIORNATO A MAGGIO
Schermaglie al processo per la morte di Nicola Calipari. L'avvocato Alberto Biffani, difensore di Mario Lozano, il soldato Usa che il 4 marzo 2005 uccise il funzionario del Sismi e feri Giuliano Sgrena e Andrea Carpani, sostiene che il suo assistito «non conosce il contenuto del procedimento a suo carico». La frase scatena le reazioni dei pm Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio, e dell'avvocato Franco Coppi, legale della vedova, Rosa Calipari. «E' impossibile che non fosse a conoscenza dell'inchiesta giudiziaria» hanno detto. Prossima udienza il 14 maggio.
LE SCRITTE CONTRO BAGNASCO
«SENTIMENTO ANTICLERICALE»
Le minacce e le scritte contro il presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco «sembrerebbero non ascrivibili ad una matrice di natura eversiva ma troverebbero origine in un sentimento anticlericale». Sentimento «volto a rimarcare la presunta interferenza della chiesa nelle vicende politiche nazionali». Lo ha detto il viceministro dell'Interno Marco Minniti nell'informativa urgente alla Camera dopo che in diverse città italiane sono state trovate scritte offensive nei confronti dell'alto prelato. Minniti ha assicurato «sistematica attenzione».