L'Edimes si complica la vita
FABRIANO. Dopo quattro dischi verdi consecutivi, si arresta la serie positiva dell'Edimes, che ora dovrà battere Caserta per essere sicura di trovare posti nei play off a meno che Ferrara non vinca a Jesi o Imola superi Fabriano in casa. Pavia si è andata a schiantare contro la diga dell'Indesit, tatticamente perfetta e in grado di sopperire con la precisione dal perimetro le carenze nell'area colorata. In una sfida giocata a ritmi frenetici, alla squadra di Giancarlo Sacco è mancata la continuità. Partita a vele spiegate grazie ai lunghi, che hanno sfruttato l'assenza di Casoli e Cusin, l'Edimes si è poi sciolta di fronte allo strapotere della coppia Whiting-Brkic, che hanno avuto un impatto impressionante. Anche cosi però sono comunque troppi i 93 punti concessi da Gatto e compagni, che si sono fatti imbucare dal corri e tira dei marchigiani lasciando loro anche ampi spazi sulle transizioni. Anche a Fabriano la squadra di Sacco ha dimostrato di avere un potenziale terrificante, ma dopo la serie nera di gennaio e febbraio ora rischia di uscire dai play off per lo 0-2 nello scontro diretto contro Jesi.
Avvio a razzo per Pavia. Allo 0-7 firmato da Ezugwu segue il bombardamento di Chris Monroe e Jeremy Veal, che salgono subito sugli scudi incanalando le redini sui propri binari (9-17 al 5'). Dopo cinque minuti però l'Indesit sveste i panni di spettatrice e comincia a devastare dalla distanza. Whiting è indiavolato e segna ogni qualvolta alzi il braccio, Pavia non molla la presa ma Sacco non sa a che santo votarsi per contenere il funambolo dello Utah, che nel solo primo periodo raccoglie 20 punti, tanti da permettere ai suoi di mettere il muso avanti (28-23 al 9'), prima che un mini-break (0-4) pavese chiuda la prima frazione sul 28-27.
Stesso pentagramma, medesimo andamento nel quarto successivo. Si viaggia su ritmi forsennati, ma l'Edimes comincia a perdere la bussola nel proprio terreno di conquista, l'area colorata, e il rendimento di Monroe si fa altalenante. Sacco preferisce persistere con la difesa individuale e in un amen ritrova la testa dell'incontro (28-33 al 13') prima che due scorribande di Giovacchini e un'iniziativa di Brkic fissino la bilancia dell'equilibrio sul 43-43. Pavia allunga ancora con la versatilità del suo pacchetto esterni, ma ancora Brkic, sulla sirena, tiene i suoi a contatto di gomito segnando la tripla del -2 (46-48). Arriva l'intervallo, ma questa volta Sacco non riesce a far trovare ai suoi il bandolo della matassa.
La ripresa delle ostilità comincia nel segno di Fabriano, Pavia perde la bussola e i cartai piazzano il parziale di 14-4 destinato a scavare un solco determinante sul risultato (60-52 al 24'). Sacco trova in Bagnoli la sospirata presenza che Gatto lascia inspiegabilmente nello spogliatoio e l'Edimes resta attaccata ad un filo sottilissimo destinato a spezzarsi di fronte allo strapotere di David Brkic, che segna 12 punti nel terzo quarto e manda in tilt la retroguardia avversaria (71-59 al 30'). Gli ultimi dieci minuti sono teatro dei calcoli, con l'Indesit alla caccia del guizzo per ribaltare la differenza canestri dell'andata (-10). Giovacchini ci prende gusto, coadiuvato da un inenarrabile Trent Whiting che arriva a quota 40 punti e bastona Pavia, che scivola a -16 (83-67 al 34'). Ma l'Edimes ha una reazione d'orgoglio, trascinata da due traccianti di Chris Monroe che le permettono di tornare prepotentemente in carreggiata (83-75 al 36'). Quando Fabriano sembra non avere più benzina, dal cilindro Fabio Ruini fa uscire il coniglio della tripla che porta i padroni di casa a +12 e manda in onda i titoli di coda. Poi il vantaggio si manterrà di dieci punti sino al 93-83 finale, risultato che pareggia anche il conto della differenza canestri visto che all'andata Pavia aveva chiuso a+ 10 (85-75). Tutto si deciderà nell'ultimo turno.
Lorenzo Carsetti