«Quei cani sono morti dopo la vaccinazione»

SAN GENESIO. «No, non ci sto a passare per uno che tratta male gli animali, che li fa morire. Potevo chiudere li la storia, pagando una sanzione di 1.500 euro ed evitando che se ne parlasse pubblicamente. Invece ho chiesto io di essere processato, perché la storia è davvero andata diversamente da come racconta quella denuncia...». Achille Abbiati, titolare del canile «Dogmar» di San Genesio, spiega cosi la vicenda che lo vedrà a processo per aver provocato appunto la morte di due cani di razza Dalmata. L'imprenditore, difeso dall'avvocato Maurizio Romanoni, è uno che parla molto. Ma fa parlare anche le carte.
Le carte fanno parte della documentazione che sarà prodotta al processo. In particolare, le numerose relazioni dell'Asl e persino dei Nas dei Carabinieri redatte in occasioni delle ispezioni. «I carabinieri, dopo l'ultimo controllo, mi hanno fatto persino i complimenti per come è gestita la struttura - dice Achille Abbiati - e l'Asl non ha mai avuto nulla da contestarmi, come l'Enpa, i vigili urbani, eccetera. La storia di quei cani, del processo, poi, è paradossale...».
La sua versione è anche contenuta in una lettera che ha inviato agli 89 Comuni che si servono del centro di San Genesio. Nell'ottobre del 2005 riceve una richiesta di aiuto dal Comune di Retorbido: una donna, ricoverata in ospedale, è stata costretta ad abbandonare ben trentadue cani Dalmata. «I cani vengono trasferiti nella nostra struttura - scrive Abbiati - e ci vengono lasciati senza visita sanitaria per 38 giorni», quindi senza il previsto passaggio al canile municipale.
Due dei cani, però, moriranno. Due soli. La causa? Secondo l'accusa, e secondo la responsabile dell'Asl, sarebbe di Abbiati, ossia delle cattive condizioni in cui sono stati tenuti i due Dalmata. Secondo l'imprenditore, invece, la causa della morte sarebbe da far risalire alla vaccinazione eseguita proprio dai veterinari dell'Asl: «E' noto - scrive ancora Abbiati - che se un cane ha anche un semplice raffreddore, la vaccinazione viene sconsigliata da qualsiasi veterinario, cosa che peraltro avviene anche per gli esseri umani. Ciò vale tanto più per la somministrazione dell'Ivomec, vermifugo potente che abbinato a vaccinazione polivalente può diventare pericoloso su soggetti già debilitati». Insomma, la colpa di quelle due morti sarebbe da far risalire ad un errore proprio dell'Asl, ossia di chi ha denunciato Abbiati. Se sia cosi, lo dirà il giudice. (f. ma.)