Pastorelli, nuova sfida
BRONI.Sono pronte le cartoline ufficiali della spedizione «Nirekha Peak Nepal 2007», che realizzerà l'alpinista bronese Massimo Pastorelli insieme alla pavese Antonella Ceoldo e allo stradellino Tiziano Borgia. Le cartoline serviranno a raccogliere i fondi necessari per sostenere un altro progetto umanitario che come sempre caratterizza le spedizioni in Nepal di Pastorelli. Questa volta si tratta dell'ospedale inaugurato lo scorso anno ad ottobre dal «Gruppo Amici del Monte Rosa» e che sorge a Malekhu nel distretto di Dhading. La spedizione di Pastorelli prevede la salita al Nirekha Peak e al Imja Tse: i permessi del governo nepalese per lo svolgimento del progetto sono arrivati. «Purtroppo questi permessi non sono per il periodo che avevamo scelto - spiega Pastorelli - e la ragione é data dal fatto che la montagna in dicembre é troppo pericolosa». Il progetto del gruppo di Pastorelli era infatti quello di compiere la scalata in dicembre e trascorrere il Capodanno in vetta. Ma le autorità nepalesi hanno negato il nullaosta, considerando che potrebbero esserci altri rischi oltre a quelli «normali». E' stato invece dato il permesso per il mese di ottobre. «Partiremo il 16 ottobre - spiega Pastorelli -, abbiamo già i voli confermati e rientreremo un mese dopo. In pratica non cambia nulla della spedizione. Saremo dotati anche di un telefono satellitare e quindi contiamo di poter dare notizie quotidianamente dell'evoluzione del percorso e comunicare ufficialmente il nostro arrivo in vetta con il concatenamento delle due cime, come una prima assoluta». Il Nirekha é una vetta di 7.236 metri di altezza appartiene al gruppo Khumbu nella zona dell'Everest, una cima mai salita finora perché ritenuta di particolare difficoltà e molto isolata. Ma l'allenamento del gruppo prosegue senza soste: Pastorelli ha infatti organizzato con i suoi compagni il percorso che li condurrà per circa 30 giorni a percorrere il territorio più alto al mondo e per questo ha organizzato non solo il campo base, ma anche i tre campi alti che saranno utili a seguire le fasi successive indispensabili per l'acclimatamento. «Il primo sarà a quota 6000, il secondo a 6.500, il terzo a 6.900: sarà il campo del preassalto alla cima. La marcia del trekking per arrivare al campo base é abbastanza breve, solo 5-6 giorni, ma seguiremo tutte le procedure secondo i canoni della sicurezza e senza voglia di correre perché la montagna necessita dei suoi tempi, che vanno rispettati per restare in sicurezza».
MiriamPaola Agili