GENTE DI FIUME
Le lavandaie di Borgo Basso hanno tutte ugual foggia di vestire: sottana scura di rigatino, con la parte superiore tirata e tenuta gonfia sui fianchi dal nastro del grembiale: alti zoccoli, fazzoletto bianco pendente dalle cocche ai lati del viso, e, sul fazzoletto, un largo cappello di paglia gialla. La faccia, le braccia, le mani, lavorate ben bene dal vento, dal sole, dagli strapazzi: le voci, rauche: il colore della pelle, un di mezzo fra il rame e la terracotta. Le loro figlie sembrano d'un'altra razza: snelle e graziose, portano calze fini, scarpette scollate, tuniche corte senza maniche; e lavorano nelle fabbriche. Abitano nelle rustiche ma ridenti casucce del borgo, sulla riva destra a specchio del Ticino: fette di case, dipinte a capriccio, con una porticina, una stanza a terreno, due di sopra, un balcone e una finestra.
Ada Negri