SCUDETTO E PECCATI


Lo scudetto da tempo vinto dall'Inter è ormai sul traguardo dell'assegnazione. Se possibile anche più impreziosito dagli ultimi sviluppi di Calciopoli. Si è parlato tanto e spesso a sproposito di questa pagina nera e vergognosa del calcio italiano.
Perché con paradossale processo di rimozione auto-assolutoria da molti mesi ormai si andava confondendo chi è del tutto estraneo (l'Inter), con chi aveva causato il marcio (la Juve della Triade su tutti). Con gli infiniti piagnistei per chi avrebbe pagato a prezzo troppo caro (?) le colpe a beneficio degli indegni. E che dire delle surreali tesi dei trofei che appartengono di diritto ai giocatori che li hanno conquistati sul campo? In Italia, insomma, lo Steaua Bucarest e Nicu Ceausescu li avrebbero riabilitati da tempo. E chissà perché pochi ricordano che lo scudetto assegnato d'ufficio all'Inter - quello del 2006 - è servito prima di tutto a stilare una classifica valida per permettere all'Italia di mantenere i teorici 4 posti in Champions con il Milan che ne ha beneficiato al punto da arrivare in semifinale dopo essere stato penalizzato per illecito. Un controsenso che in campo internazionale provoca sdegno e sorrisi di compatimento. E che forse ci costerà l'assegnazione degli Europei del 2012. Nessun problema. Si va avanti. Mercoledi la corsa scudetto dovrebbe chiudersi con Inter-Roma a San Siro. Non è un turno di campionato previsto dal calendario. E' quello di recupero per la sospensione dovuta all'uccisione di un poliziotto. Dimenticato anche questo?

Stefano Pallaroni