Staminali, maxi-finanziamento Cariplo


PAVIA. Il bioreattore, installato nella clinica Ortopedica del San Matteo, è grande come una scatola di scarpe. Ma al suo interno si coltivano cellule staminali per produrre tessuti ossei trapiantabili. Non aspettano inerti di crescere sopra un vetrino: queste cellule vengono sottoposte a stimoli meccanici, oscillazioni, campi magnetici e ultrasuoni. Simulando il comportamento che avrebbero, nel corpo umano, le cellule di un osso o di un muscolo. Si sperimenta. Per raggiungere un obiettivo preciso: usare cellule staminali del paziente e coltivare cosi un 'suo" osso da impiantargli come protesi.
E' la nuova frontiera dell'ingegneria e della genetica che a Pavia lavorano scambiandosi le competenze: Università e fondazione San Matteo fanno ricerca e sperimentano insieme. Nel 2006, riunendo diversi dipartimenti dell'ateneo, è nato il Centro di Ingegneria Tissutale (Cit) per sviluppare nuovi tessuti biologici e fornire servizi nel settore clinico-sanitario.
E a breve dovrebbe partire al policlinico la Cell Factory, fabbrica delle cellule che aprirà nuove prospettive. Attività che si intrecciano.
Per coltivare tessuto osseo la clinica Ortopedica ha ricevuto un finanziamento da Fondazione Cariplo di 500mila euro. «Il mercato della ricostruzione della cartilagine è fiorente e molto condizionato dall'industria - spiega il professor Franco Benazzo, direttore della clinica Ortopedica - Per questo abbiamo scelto di intervenire in un campo diverso. L'obiettivo è quello di riuscire a disporre, in ambito traumatologico, di un osso bioingegnerizzato». Si abbatterebbe del tutto il rischio del rigetto (le cellule riconoscono le loro simili) e si renderebbe la protesi 'viva": sulla struttura, ricoperta dalle cellule coltivate, entrerebbero anche i vasi sanguigni e le due ossa che entrano in contatto diverrebbero realmente una cosa sola. «Stiamo studiando i materiali per le impalcature su cui far crescere le staminali - spiega Benazzo - Finora ne abbiamo testati diversi. Da vari tipi di titanio al 'bioss", osso di bovino inorganico». Ora, infatti, si utilizza materiale della Banca dell'Osso (Pavia è la sola 'succursale" lombarda oltre del Gaetano Pini di Milano), segmenti di cadavere e ossa che vengono congelate per disinnescare le loro proprietà antigeniche.
«Questo è uno dei tre progetti di ricerca presentati dal Centro di Ingegneria tissutale - spiega il professor Giovanni Magenes, direttore del centro - E rientrano tutti nell'ottica di uno sviluppo delle collaborazioni tra ricerca universitaria e impresa». Sono coinvolti nel Cit dipartimenti di area medica, di scienze biologiche e di chimica e fisica. Uno dei progetti - per il quali è previsto un budget complessivo di 3 milioni e 500 euro - riguarda l'utilizzo di cellule staminali, biomateriali e biotecnologie per la produzione di tessuti artificiali umani da trapiantare. La ricerca, selezionata tra le 98 approvate dal Ministero, è coordinata dalla professoressa Maria Gabriella Cusella. C'è infine un terzo progetto: il prelievo di staminali da tessuti dentari.

Maria Grazia Piccaluga