Calciopoli: «La Juventus ha già pagato»

TORINO. Brividi simili a quelli dell'estate scorsa. Tornano a correre lungo la schiena della Signora, dopo la chiusura dell'inchiesta penale della procura di Napoli sui presunti illeciti di «Calciopoli». Pagine di verbali che rischiano di fare addensare sul cielo bianconero altre nubi in un momento delicato, per il definitivo scatto-promozione e il decisivo affondo in campagna acquisti, che dovrebbe ridefinire un profilo da grande per i bianconeri dell'anno prossimo.
C'è poca voglia di commentare. Deschamps se l'è cavata con un fugace «mi interessa solo il campo, dopo quello che abbiamo subito l'estate scorsa non vogliamo più parlarne»; non lo fanno i vertici dirigenziali bianconeri in prima persona, ma la risposta è affidata a uno scarno comunicato, firmato, con voluto simbolismo, «Juventus», come per fare capire che la squadra e società sono un corpo unico, compresi i tifosi. «La consapevolezza di avere pagato un prezzo altissimo e aver chiuso i conti con la giustizia sportiva - recita il passo più significativo - ha permesso ai suoi dirigenti di lavorare con tranquillità e di trovare la fiducia per lanciare un aumento di capitale, che propone di gettare le basi per costruire successi futuri». Riferimenti chiari: la dirigenza è cambiata (più avanti si dirà che i «comportamenti» contestati sono «attribuibili a precedenti gestioni e già oggetto di giudizio definitivo») e la proprietà sta investendo per la rinascita, dunque si stia attenti a non creare ulteriori danni, che diventerebbero irreversibili sul piano finanziario, sportivo e forse anche sociale.
«Siamo già stati condannati per episodi legati a un intero campionato», fa eco un rappresentante legale della società.
Le conclusioni dei pm napoletani che seguono l'inchiesta penale di Calciopoli ha dato qualche chances al Milan per arrivare allo scudetto del 2005, non assegnato dalla giustizia sportiva. «Non so se sia un'utopia, ci lavoreranno i nostri legali», ha ammesso Galliani, che ha trascorso il pomeriggio chiuso nella sede di via Turati con Leandro Cantamessa, legale del Milan, per capire che margini giuridici ci sono per avanzare delle reali pretesi. E con un comunicato ufficiale, il Milan ha chiarito che «si riserva ogni valutazione dopo l'esame dei documenti relativi». Tra le partite «sospette» sulle quali ha indagato la Procura napoletana c'è anche Juventus-Milan del 18 dicembre 2004: «Me la ricordo, me la ricordo... E' da quest'estate che i nostri tifosi hanno capito cosa è successo. Non c'era bisogno di questa conferma», ha detto Galliani.
Ma è il Messina che rischia più della Juve eventuali nuove penalizzazioni alla luce di quanto emerso dalla chiusura delle indagini. Ad affermarlo è l'ex numero due dell'Ufficio indagini della Figc, Mario Stagliano.
La posizione del Messina per Stagliano «va valutata ex-novo, la società sicula non è mai finita sotto la lente d'ingrandimento della giustizia sportiva». In caso di colpevolezza «potrebbe rischiare» penalizzazioni o addirittura la retrocessione.