«Fece realizzare quest'opera la Fraternità della Vergine»

PAVIA.Compongono il dipinto due bande sovrapposte composte certamente da due mani differenti e in due fasi successive. Un cartiglio apposto sotto l'affresco recita in stentato latino: 'Fece realizzare quest'opera la fraternità della Vergine Maria, 1491": oltre a fornire elementi utili alla datazione, l'iscrizione richiama l'attenzione sulla committenza, ricordando lo stretto legame tra la chiesa di San Primo e le Confraternite della Purificazione della Vergine e del Santissimo Sepolcro. La parte superiore, ad opera dell'ignoto 'Maestro di San Primo" è probabilmente più antica. Vi è raffigurato, con una potenza cromatica che il tempo non è del tutto riuscito ad affievolire, Cristo tra gli apostoli: colpiscono la plasticità e la cura dei tratti del volto. Indizi chiari della cultura dell'artista, influenze che travalicano i confini dell'arte lombarda. La banda inferiore, sempre di mano ignota ma certo differente, si caratterizza per l'efficacia realistica ma ingenua tipica di una pittura ancora fortemente influenzata dall'arte gotica. Particolarmente originale è però l'impianto narrativo che l'affresco sviluppa, da destra verso sinistra: da un anfratto scuro rappresentante il Purgatorio escono figure nude, anime che hanno scontato la loro pena. Queste sono accolte da una beata velata di nero: al profilo, che potrebbe essere interpretato come quello della Vergine, viene applicata l'iconografia della Congregazione dei Servi di Maria, che occupò la chiesa dal 1300 fino al 1810 (anno in cui Napoleone soppresse tutti gli ordini religiosi), rendendo cosi plausibile la tesi che vede nella donna la santa Giuliana Falconieri, particolarmente cara all'ordine dei 'Serviti". Più a sinistra, gli angeli aiutano le anime dei purgati ad indossare la veste bianca dei beati, imponendo loro una corona. Un frate servita abbraccia il proprio angelo custode, dirigendosi verso un gruppo di eletti, in ginocchio e con gli occhi rivolti al cielo. Nell'angolo una rampa di scale conduce le anime, ormai purificate e pronte, verso la porta del paradiso. Nella parete a fianco trovano spazio una Crocifissione di Cristo tra i santi in cui è riconoscibile San Rocco, vestito da pellegrino e con i piedi piagati, e una Madonna in trono. Lo stato di conservazione di entrambe le opere non è buono come quello dell'affresco principale, e numerose lacune minano la comprensione della raffigurazione, riaffiorata in tempi relativamente recenti, nel corso dei restauri compiuti attorno agli anni '40, volti alla riapertura della finestra ogivale che separa le due composizioni. (r.guazz.)