«Il servizio pubblico è al tracollo»

PAVIA.«La prima cosa che mi viene in mente è che a Italia 1 esulteranno per i risultati di questa ricerca, perchè fanno una televisione concepita proprio per questo obbiettivo». Antonio Dipollina, critico televisivo del quotidiano 'Repubblica", usa il registro dell'ironia nel commentare quanto emerso dallo studio dell'Osservatorio di Pavia. «Essendo Italia 1 un'azienda che deve perseguire una 'targettizzazione" (e mi vergogno un po' a usare questo termine) dell'ascolto per abbinare ai programmi la pubblicità, credo che avranno di che festeggiare. Sul fronte della Rai non c'è che da registrare il fallimento totale di Rai 2, fallimento tanto più grave in quanto, ai tempi, si disse che proprio questa rete avrebbe dovuto contrastare Italia 1. E non c'è niente di peggio che sbagliare su una strada imboccata deliberatamente». Il critico di 'Repubblica" giudica «fisiologico» il periodo trascorso dai ragazzini pavesi davanti alla Tv. «Quanto ai programmi - conclude Dipollina - se un 13enne è cosi sveglio da guardare Dragon Ball e Doctor House e comprendere alcuni significati del serial 'medico" non posso dire nulla, se non che mi spiace che la Rai non abbia saputo adottare la stessa strategia. Per usare un altro termine che non mi sta simpatico, Italia 1 aveva una 'mission" e ha centrato l'obbiettivo. Non credo che si debbano lanciare allarmi, non c'è da fare del moralismo. Ma il rimpianto, quello si. Rimpianto per quanto non è riuscita a fare la Rai, soprattutto per chi è ancora affezionato all'idea di tv servizio pubblico». (f.m.)